Andreana Patti, la candidata di Giacomo Tranchida e di Dario Safina, rispettivamente sindaco di Trapani e deputato regionale del PD.
È questo, secondo quanto riferito, ciò che avrebbe detto il sindaco di Marsala, Massimo Grillo, ricandidato per il bis. Una tesi condivisa anche dalla commissaria provinciale della Lega, Eleonora Lo Curto. Così, negli ultimi giorni, la campagna elettorale si è infuocata.
Il rapporto Patti-Tranchida
La candidata sindaca di Marsala è stata assessora del sindaco di Trapani, Tranchida, da giugno 2018 a settembre 2023. Le sue dimissioni sono state ufficializzate il 5 settembre 2023.
Un rapporto istituzionale che avrebbe poi portato Safina a puntare su Patti, costruendo attorno a lei la compagine che oggi la sostiene, allargata anche a forze civiche che storicamente guardano a destra.
A ricordare questi passaggi sono i competitor elettorali, da Grillo a Lo Curto, che parlano di una manovra “trapanese” per guidare un’altra città della provincia e guardare alle prossime elezioni regionali.
Un attacco che punta a delegittimare l’autonomia politica della candidata, insinuando che dietro la sua corsa ci siano regie esterne e interessi che travalicano i confini marsalesi.
Patti: “Non sono mandata da qualcuno”
Andreana Patti, candidata del campo progressista, ha risposto alle dichiarazioni attribuite al candidato sindaco Massimo Grillo.
Dichiarazioni che sarebbero arrivate durante la presentazione di una delle sue liste in Piazza Mameli, dove avrebbe chiamato in causa la città di Trapani e il sindaco Tranchida.
Dice Patti:
“Quando un sindaco uscente, dopo anni di governo, invece di parlare di risultati si rifugia nelle paure di campanile, vuol dire che ha finito gli argomenti. Tirare in ballo Trapani è un vecchio trucco: serve solo a coprire promesse mai mantenute e cantieri raccontati da anni come quasi pronti.
E poi c’è l’insinuazione più grave: l’idea che una donna debba essere per forza ‘mandata’ da qualcuno. È una visione superata ed estremamente offensiva, che dice molto di chi la usa. Io sono marsalese, profondamente marsalese, e non ho bisogno di padrini né di etichette. Ho una storia, un lavoro, competenze e risultati che parlano da soli.
Del resto – aggiunge Patti – è lo stesso approccio con cui si è arrivati a definirmi una ‘burocrate’ che non ama la propria città. Un’accusa non solo infondata, ma che rivela una scarsa considerazione per chi ogni giorno lavora nelle istituzioni”.
E conclude:
“Marsala non è proprietà privata di nessuno e non si governa evocando rivalità o cercando alibi, e men che meno ricorrendo ad attacchi personali. Si governa con serietà, rispetto e con la capacità di guardare in faccia la realtà. Dopo anni di annunci sul futuro, è arrivato il momento di fare i conti con il presente. E i marsalesi sanno distinguere bene tra chi costruisce e chi prova ancora a distrarre”.
Grillo replica: “È la candidata di Tranchida e Safina”
Alla ricostruzione di Patti, Grillo replica con fermezza.
Per il sindaco di Marsala è un fatto noto:
“La candidatura nasce a Trapani, con il sostegno di Tranchida e Safina, che hanno tessuto gli accordi con il PD marsalese, i Verdi, Rifondazione Comunista e il M5S. Non si tratta di ricostruzioni: è un fatto, e negarlo significa mentire”.
Per Grillo non si tratta di una questione sessista, ma politica:
“Sorprende il tentativo di trasformare il normale confronto politico in una questione di genere. Le appartenenze politiche non hanno nulla a che vedere con l’essere uomo o donna: contano per tutti, sempre.
Io non ho mai nascosto le mie. Patti invece butta la palla in tribuna pur di non confrontarsi con una realtà che evidentemente le è scomoda di fronte ai cittadini. Non mi pare che Stefano Pellegrino o Manlio Canova abbiano mai avuto nulla da ridire quando viene indicata la loro collocazione politica”.
E sull’azione amministrativa rivendica:
“Posso affermare senza timore di smentita di essere l’unico sindaco degli ultimi 25 anni ad aver realizzato gran parte del proprio programma.
Patti dimostra di non avere la minima idea di cosa è stato fatto a Marsala durante questo mandato. E quindi non ha idea di cosa serva alla città. Ha inserito nel suo programma interventi che abbiamo già realizzato”.
Poi gli esempi:
“Il sistema di videosorveglianza esiste già, con oltre 200 telecamere collegate alle forze dell’ordine. E i percorsi di co-programmazione con cittadini e stakeholder li utilizziamo da anni”.
La chiusura è affidata a una battuta:
“Abbiamo lavorato così bene da aver realizzato non solo il nostro programma, ma perfino quello di Andreana Patti”.
Adamo, intervento fuori dal confronto
La candidata del centrodestra Giulia Adamo interviene su un piano diverso, senza essere direttamente coinvolta nello scontro.
A seguito di un commento di un lettore su un’analisi relativa alla candidata Patti, Adamo replica con una nota:
“Le elezioni del 24 e 25 maggio riguardano l’ambito amministrativo comunale e non quello politico nazionale.
Riconosco il lavoro svolto dall’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino e quello dell’assessore Mimmo Turano, soprattutto per gli interventi legati ai fondi destinati all’efficientamento energetico”.
E aggiunge:
“Invito a indicare con precisione quali sarebbero le ‘mirabolanti promesse’. Nel mio percorso amministrativo, le proposte avanzate hanno sempre trovato concreta attuazione”.
Curatolo: “Il mio è un percorso diverso”
Leonardo Curatolo, candidato sindaco, ha presentato la lista Marsala Futura.
Porta avanti una campagna elettorale diversa:
“Non ho mai cercato i soliti meccanismi elettorali né i compromessi di comodo. Quando sono rientrato dalla Grecia ho deciso che il mio sarebbe stato un percorso diverso, condiviso.
Avrei potuto investire per promuovere la mia immagine, ma abbiamo scelto altro: quei fondi saranno donati a diverse associazioni. Non dimentico chi mi è stato vicino. Continuerò a esserci, insieme a voi”.