17,20 - Dopo l’articolo pubblicato da Tp24 sulla condanna in primo grado nel contenzioso con un ex autista, Eleonora Lo Curto replica contestando la ricostruzione della vicenda e parlando di un uso “strumentale” della notizia nel pieno della campagna elettorale: l’ex deputata regionale interviene sulla sentenza del giudice del lavoro di Marsala, Cinzia Immordino, che l’ha condannata a pagare poco più di 13 mila euro, oltre interessi e rivalutazione, all’ex dipendente Davide Sorrentino, il quale aveva sostenuto di avere lavorato oltre le ore previste dal contratto part-time tra il 2018 e il 2022; Lo Curto sottolinea che “rispetto alle richieste monstre avanzate, il giudice ha ridotto quanto richiesto dell’80%”, elemento che, secondo la sua versione, dimostrerebbe l’infondatezza di gran parte delle pretese, e ribadisce di avere già presentato appello, mentre la richiesta di sospensiva è stata dichiarata “non ammissibile” dalla Corte d’Appello di Palermo, lasciando quindi dovuto il pagamento in attesa del secondo grado fissato per il 2028; sulla stessa linea il suo legale, l’avvocato Duilio Piccione, che parla di “sentenza non definitiva” e sostiene che anche sulla parte residua della condanna vi sarebbero errori nella valutazione delle prove, chiedendo una “corretta simmetria informativa” perché, a suo dire, il racconto della vicenda rischierebbe di trasmettere un’immagine di soccombenza totale che la difesa contesta, mentre resta confermato il quadro delineato dalla sentenza di primo grado che ha riconosciuto differenze retributive al lavoratore, in attesa della decisione della Corte d’Appello. Qui un approfondimento: https://www.tp24.it/2026/04/24/politica/lo-curto-sulla-condanna-sentenza-non-definitiva-richieste-ridotte-dell-80/233023
08,00 - Il giudice del lavoro del Tribunale di Marsala, Cinzia Immordino, ha condannato l’ex deputato regionale ed ex eurodeputato Eleonora Lo Curto a pagare poco più di 13 mila euro, oltre rivalutazione e interessi al tasso legale, a un suo ex dipendente, il 50enne Davide Sorrentino, che svolgeva per lei le mansioni di autista.
L’uomo, assistito dall’avvocato Antonino Marra, un paio d’anni fa le ha fatto causa, sostenendo di avere lavorato per più ore al giorno rispetto a quanto previsto dal contratto e chiedendo il pagamento delle differenze retributive.
La sentenza del giudice Immordino è stata appellata da Lo Curto, con richiesta di sospensiva. Quest’ultima, però, non è stata giudicata “ammissibile” dalla Corte d’appello di Palermo. In attesa del secondo grado (il cui avvio è fissato per il 2028), Eleonora Lo Curto dovrà quindi pagare quanto stabilito in primo grado.
“Sono stato l’autista dell’ex onorevole Eleonora Lo Curto dal 2018 al 2022 – afferma Sorrentino –. Ho avuto un contratto part-time per 24 ore settimanali, ma di fatto lavoravo per più ore”.
A difendere il lavoratore è l’avvocato Antonino Marra, che ha ricordato come “i deputati regionali hanno a disposizione specifici fondi per il personale da assumere, come i cosiddetti portaborse”. A difendere Lo Curto è, invece, l’avvocato Duilio Piccione.