iPhone nuovo vs ricondizionato: pro e contro di entrambi
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Partiti in crisi e stallo della politica siciliana: dal caso Elvira Amata al caos del rimpasto regionale che non arriva. Il presidente Renato Schifani prende tempo. In casa Fratelli d’Italia c’è silenzio: ci si è limitati a fare gli auguri a Giampiero Cannella, nominato sottosegretario alla Cultura. In arrivo poi, il 4 maggio, l’udienza che riguarderà un altro importante esponente dei meloniani, Gaetano Galvagno.
Lunedì, ad Enna, ci saranno Arianna Meloni e Giovanni Donzelli: dovranno trovare una sintesi ma, allo stesso tempo, capire come uscire da una situazione che appare solo politica ma che riguarda direttamente il consenso. E in Sicilia, il prossimo anno, si vota.
Schifani, intanto, vorrebbe procedere con il rimpasto: due donne potrebbero entrare in giunta, una in quota meloniana in sostituzione di Amata, l’altra in quota MPA. E poi un altro posto in giunta dovrebbe andare alla DC.
L’assessora al Turismo, rinviata a giudizio per corruzione, non accenna a dimettersi: attenderà la riunione di lunedì prossimo. I meloniani cercheranno una via d’uscita: o tutti gli indagati vanno via, oppure Amata resterà al suo posto.
Tra gli indagati c’è anche Luca Sammartino, assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione.
Da una parte frenano su Amata, dall’altra colpiscono altri dirigenti. È il caso di Gianluca Bruzzaniti, sospeso dal partito da Luca Sbardella, commissario regionale, a seguito della conferma dell’interdittiva antimafia della prefettura per la società Ecoclean, di cui Bruzzaniti è socio al 20%.
Il meloniano voleva disfarsi delle quote, ma il partito non ha sentito ragioni.
E all’ARS, martedì scorso, duri sono stati i commenti di Antonello Cracolici: “Qui c’è una crisi politica e morale aggravata dal ‘far finta di niente’. Il presidente della Regione non può fare il bello addormentato nel bosco”; e di Gianfranco Miccichè, che ha evidenziato un momento di debolezza del governo e della legislatura: “Ma se a Roma è stato assunto un principio sui procedimenti giudiziari che interessano il governo, in Sicilia ci si deve adeguare automaticamente”.
Al governatore sembra che nulla lo tocchi, come se le sbavature del suo governo — che vanno avanti ormai da anni — siano facilmente risolvibili. Sposta il focus e torna a parlare di ricandidatura, sulla scia di una Sicilia economicamente più solida.
In un’intervista su Libero ha dichiarato di avere azzerato il debito, con un PIL siciliano cresciuto dell’1,8% e un’occupazione in incremento. Risultati che rivendica e che lo lanciano verso il bis nel 2027: “Se serve mi ricandido. Servono 10 anni per completare il lavoro”.
Nel frattempo, Forza Italia si avvia al commissariamento: in sostituzione di Marcello Caruso potrebbe arrivare Nino Minardo.
Due i sottosegretari nominati dal governo Giorgia Meloni: Giampiero Cannella (FdI), attuale vicesindaco di Palermo — incarico che lascerà — e Massimo Dell’Utri (Noi Moderati). Si conferma quindi una stretta alleanza tra il partito di Saverio Romano e la premier Meloni.
Noi Moderati plaude alla nomina del siciliano Dell’Utri a sottosegretario agli Esteri. Immediata la reazione proprio di Romano:
“Felicitazioni all’amico Massimo per l’importante incarico nel governo Meloni. Una nomina che è il riconoscimento della sua professionalità e del suo impegno politico nel territorio. La nomina di Massimo Dell’Utri a sottosegretario agli Esteri è innanzitutto il riconoscimento dell’impegno di Noi Moderati e del contributo che tutto il partito ha dato al governo Meloni, con un’azione sinergica dei gruppi parlamentari, della classe dirigente e degli amministratori locali in tutto il Paese. A lui il pieno sostegno di tutta la comunità politica di Noi Moderati”.
A complimentarsi con i due nuovi sottosegretari anche Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’ARS: “Rivolgo un augurio di buon lavoro ai nuovi sottosegretari del governo nazionale, in particolare ai siciliani Massimo Dell’Utri e Giampiero Cannella e al collega Paolo Barelli, con la certezza che con loro proseguirà un’azione concreta e attenta alle esigenze dei nostri territori e delle nostre comunità”.
Anche l’eurodeputato Marco Falcone si è complimentato per gli incarichi: “Rivolgo da Bruxelles i migliori auguri di buon lavoro ai nuovi sottosegretari che oggi hanno giurato nelle mani della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiamati a svolgere un incarico di grande responsabilità al servizio del Paese”.
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