Sanità siciliana ancora in affanno sul fronte delle liste d’attesa. A lanciare un duro attacco al governo regionale guidato da Renato Schifani è il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, che commenta i dati diffusi da AGENAS relativi al primo quadrimestre del 2026.
Secondo quanto emerge dalla nuova piattaforma nazionale delle liste d’attesa, la Sicilia si colloca tra le regioni con le peggiori performance del Paese, insieme ad Abruzzo, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento. Mentre 16 regioni su 21 hanno registrato miglioramenti nei tempi delle visite specialistiche e 15 su 21 negli esami diagnostici come Tac, risonanze magnetiche ed ecografie, l’Isola continua a mostrare segnali negativi in entrambe le categorie.
«È un disastro annunciato e oggi certificato anche dai dati di Agenas – afferma Barbagallo –. La sanità siciliana è un buco profondo, nella nostra regione le liste di attesa continuano ad essere infinite. Non è cambiato nulla, Schifani ruota gli assessori ma in Sicilia si continua ad aspettare oltre 400 giorni per effettuare una colonscopia».
L’esponente dem punta il dito contro la gestione della sanità regionale, sostenendo che il diritto alla salute sia stato sacrificato alle logiche della politica. «Il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, per questo governo regionale è invece assolutamente assoggettato alle valutazioni miopi della peggiore politica», aggiunge.
I numeri nazionali mostrano un quadro in lieve miglioramento, con il rispetto dei tempi di garanzia per le visite specialistiche salito dal 76,1% al 78,7% e quello per gli esami diagnostici dall’83% all’84,7%. Tuttavia la Sicilia resta tra le regioni in maggiore difficoltà, contribuendo a un fenomeno che nel primo quadrimestre del 2026 ha visto quasi due milioni di prestazioni sanitarie erogate oltre i tempi previsti. Da qui la conclusione durissima del segretario del Pd Sicilia: «Siamo di fronte a un vero e proprio accanimento terapeutico. È arrivato il momento di fermarsi e di staccare la spina a questo governo inconcludente»