Nave fermata nel porto di Trapani con ben 13 irregolarità
Bloccata in porto, con una lunga lista di problemi a bordo. Succede a Trapani, dove la Guardia Costiera ha fermato una nave straniera per gravi carenze in materia di sicurezza e tutela ambientale. Un’ispezione che ha acceso più di un campanello d’allarme.
Il provvedimento è stato adottato venerdì sera dal Nucleo P.S.C. (Port State Control) della Capitaneria di porto di Trapani, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Palermo. La nave, battente bandiera panamense e proveniente da Sousse, in Tunisia, era ormeggiata alla banchina Isolella ed impegnata nelle operazioni di carico e scarico container.
Ispezione e criticità
Durante i controlli, effettuati secondo gli standard internazionali del Paris Memorandum of Understanding, gli ispettori hanno riscontrato 13 deficienze, alcune delle quali giudicate particolarmente gravi. Tanto da rendere impossibile, allo stato attuale, la partenza dell’unità navale.
Tra le principali criticità emerse, problemi legati alla sicurezza a bordo e alla preparazione dell’equipaggio, risultato non adeguatamente formato per affrontare situazioni di emergenza. Per questo è stata elevata una sanzione amministrativa di 14 mila euro, in base al decreto legislativo 71 del 2015.
Non solo. Sono state rilevate anche anomalie nel funzionamento delle luci di emergenza, fondamentali in caso di evacuazione e per il corretto utilizzo delle zattere di salvataggio, oltre a carenze nell’applicazione delle normative ambientali.
Nave sotto sequestro amministrativo
Il risultato è stato il fermo amministrativo immediato della nave. Prima di poter lasciare Trapani, l’unità dovrà sanare tutte le irregolarità sotto la supervisione dell’autorità di bandiera e degli ispettori del registro di classifica. Solo dopo una nuova verifica della Guardia Costiera potrà tornare in mare.
Si tratta della seconda nave fermata nel 2026 nel porto di Trapani.
Controlli per sicurezza e ambiente
Le attività ispettive della Guardia Costiera rientrano nei controlli previsti dalle convenzioni internazionali per le navi mercantili. L’obiettivo è garantire standard adeguati di sicurezza, condizioni dignitose per gli equipaggi e la tutela dell’ambiente marino.
Un lavoro spesso silenzioso, ma decisivo. Anche perché, come dimostra questo caso, basta poco perché una nave non sia più sicura.
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