Accelera il governatore regionale, Renato Schifani, sul rimpasto di giunta. Attenderà la riunione del 27 aprile di Fratelli d’Italia, poi procederà. Bisognerà dare un segnale anche al suo partito, Forza Italia. I rivoltosi, i ribelli, come preferiscono chiamarsi, hanno chiesto e ottenuto il commissariamento azzurro in Sicilia.
Via Marcello Caruso, stop al congresso regionale, che aveva tenuto impegnati i segretari di partito con un corposo tesseramento, per poi finire in un nulla di fatto.
Quello che va detto è che a chiedere il commissariamento sono stati coloro che, a numero di tessere, sapevano già di andare a uno scontro da perdenti.
Il nome che si fa per il successore di Caruso è quello di Nino Minardo, che però non incontra il favore di Marco Falcone. Mentre Giorgio Mulè ha fatto sapere di essere disponibile qualora il segretario nazionale, Antonio Tajani, lo chiedesse.
La partita del rimpasto
Schifani ha chiesto ai partiti suoi alleati di dare una rosa di nomi entro sette giorni; se disattenderanno le indicazioni allora procederà, perché lo stallo non è più consentito. Le grane interne ai partiti non possono immobilizzare l’attività amministrativa regionale e nemmeno quella politica.
Casella Pianificazione strategica
Il dopo Salvatore Iacolino è una corsa a chi meglio intenderà occupare la Pianificazione strategica presso l’assessorato alla Salute.
Dopo la pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale sono 17 i candidati; l’incarico ha la durata di due anni, con un compenso annuo lordo di 185 mila euro.
La selezione sarà basata sul curriculum, valutato secondo criteri rigorosi definiti dall’assessore Faraoni. Tra i requisiti richiesti figurano almeno dieci anni di esperienza manageriale o in ruoli di direzione, un analogo periodo nella gestione amministrativo-contabile di enti o strutture sanitarie pubbliche di media o grande dimensione, oltre a competenze documentate nell’implementazione di processi di innovazione organizzativa nel sistema sanitario. In base alla normativa vigente, in caso di parità di punteggio sarà riconosciuta priorità ai candidati interni, che tra i 17 risultano essere cinque.
I dirigenti interni sono tre, in forza all’assessorato alla Salute: Giuseppe Sgroi, Giacomo Scalzo e Tatiana Agelao.
Ha partecipato all’avviso poi il dirigente Mario La Rocca, attualmente ai Beni culturali, che ambienti politici danno sponsorizzato dai meloniani; infine c’è il dirigente Giovanni Giglione, attualmente alle Infrastrutture.
Tra gli esterni ci sono Sabrina Pulvirenti, arrivata all’ASP di Trapani a luglio 2025 per tamponare il disastro a seguito dello scandalo dei ritardi dei referti istologici e che ha messo adesso a regime la refertazione e, quindi, prima ancora l’Unità operativa complessa di Anatomia Patologica al Sant’Antonio di Trapani. La Pulvirenti è in quota Fratelli d’Italia, seppure lei non ami le etichette, e ha lavorato senza criterio politico ma unicamente da manager di un’ASP complessa come quella di Trapani, facendo prevalere la sua professione medico-clinica.
Mentre Forza Italia, con Stefano Pellegrino, potrebbe puntare su un altro candidato, che è Danilo Palazzolo, attuale direttore amministrativo sempre all’ASP 9.
Ci sono poi in corsa: Massimiliano Maisano, Alessandro Mazzara, Ercole Marchica.