Porto di Trapani, Genovese ai vertici dell'Autorità portuale della Sicilia Occidentale
Il porto di Trapani torna al centro della scena. E questa volta non solo per i lavori in corso o per le polemiche sui ritardi accumulati negli ultimi anni, ma anche per una nomina che viene letta come un preciso segnale politico e istituzionale: l’avvocato Dario Genovese è il nuovo componente del comitato di gestione dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale.
Una designazione che, secondo quanto filtra dagli ambienti istituzionali, sarebbe maturata su indicazione del sindaco di Trapani, tenendo conto delle sollecitazioni arrivate direttamente dagli operatori portuali, da mesi impegnati a chiedere maggiore rappresentanza con l'obiettivo di riportare il porto di Trapani dentro il cuore delle decisioni.
La scelta delle competenze
Genovese, avvocato professionista inserito nel network internazionale Will – Worldwide Independent Lawyers League, con esperienza anche nelle materie legate alla navigazione e al diritto marittimo: un profilo tecnico capace di coniugare competenze professionali e conoscenza diretta delle dinamiche dello scalo.
Una scelta che punta quindi a valorizzare non soltanto il radicamento territoriale ma anche una specifica preparazione su questioni che riguardano contenziosi portuali, regolazione della navigazione, rapporti con gli operatori e sviluppo delle attività marittime.
Sotto questo profilo, una linea di continuità con l'incarico che era stato dell’avvocato Nicola Adragna, ex membro del cda dell’Autorità portuale, altra figura espressione del territorio e delle professionalità vicine al mondo del porto.
Genovese ha accolto l’incarico parlando di “umiltà e spirito di servizio per la collettività”. “Tra questi moli ci sono cresciuto e mi hanno regalato momenti indimenticabili”, ha dichiarato, rivendicando il suo rapporto diretto con il porto e con il mondo marittimo.
Orgogliosamente figlio di marittimo, ha poi indicato la direzione che intende seguire: “I porti della Sicilia devono tornare ad essere protagonisti del bacino del Mediterraneo. Lo sviluppo del traffico commerciale e turistico deve essere l’unica direzione verso la quale tutti i players coinvolti devono guardare”.
Parole che intercettano esattamente le aspettative della città.
Sul tavolo restano infatti questioni che il territorio considera non più rinviabili.
Nonostante l’intervento da otto milioni di euro per il rifacimento di 158 metri di banchina al molo Sanità, infrastruttura destinata ad accogliere nuovamente i traghetti diretti alle Egadi e a Pantelleria, il clima resta prudente: gli operatori riconoscono il valore dell’intervento, ma ricordano che un singolo cantiere non basta a colmare anni di rallentamenti.
Sul territorio pesa infatti un dato che continua ad alimentare discussioni: oltre un miliardo di euro di investimenti complessivi gestiti dall’ente negli ultimi anni, con la fetta più consistente destinata a Palermo.
Una sproporzione che a Trapani viene vissuta come il segno di una marginalità non più tollerabile.
Inoltre, la questione si amplia con la presentazione del progetto biosfera che candida le saline di Trapani come patrimonio UNESCO: progetto che arriva a lambire la fascia portuale della città. Il nodo principale riguarderebbe soprattutto le possibili ricadute sulle attività portuali: dragaggi dei fondali, ammodernamento delle banchine, sviluppo del traffico crocieristico e investimenti infrastrutturali.
Safina: “Una scelta che tutela il porto”
Sulla nomina è intervenuto anche il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina.
“Accolgo con grande piacere questa nomina. Dario Genovese è una persona seria, equilibrata e profondamente legata al nostro territorio. Sono certo che saprà svolgere questo incarico con impegno e competenza mettendo al centro lo sviluppo del porto di Trapani”.
Per Safina si tratta di una scelta che va nella direzione giusta: “I porti sono una risorsa fondamentale per crescita, lavoro e turismo. Servono figure capaci e concrete per rilanciare questo asset strategico della città e della provincia”.
La nomina di Genovese, insomma, riaccende aspettative ma alza anche il livello della responsabilità.
Perché oggi Trapani non chiede più soltanto manutenzioni ordinarie o piccoli interventi tampone, ma una visione complessiva capace di restituire allo scalo il ruolo naturale di piattaforma commerciale, passeggeri e turistica della Sicilia occidentale.
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