×
 
 
27/04/2026 06:00:00

Radio Trapani Centrale, 50 anni dopo

21021.

Era il numero diretto di Radio Trapani Centrale, la radio che raccontó e fece la storia dell'informazione della città a metà degli anni '70. Un numero che ha raccolto migliaia di segnalazioni, di dediche. Anche dai carcerati, di notte e non si capisce ancora come, quando tutte le altre radio avevano terminato le trasmissioni e Radio Trapani Centrale continuava a trasmettere musica. 

 

Un numero che, durante l'alluvione del 1976 fece la differenza, perché fu il ponte e l'unico collegamento che i cittadini avevano con le istituzioni, tra loro, per sapere cosa stava accadendo. Un numero che divenne presidio di cittadinanza ed aiuto, in un'epoca in cui internet non esisteva. 

 

Fondata nel 1976, da un'intuizione di Cicci e Ninni Novara, la Radio ha compiuto i cinquanta anni. 

E nel pomeriggio del 25 aprile scorso, nonostante la giornata di scampagnate, ha raccolto un centinaio di persone al Museo S.Rocco per festeggiare. 

 

Presente all'appello parte della redazione di quei tempi: il direttore Tanino Rizzuto - già giornalista de "L'Ora" - Paolo Salerno, Roberto Manuguerra, Giorgio Zacco, Franco Cammarasana, Alessandra Camassa, Ninni Novara, Saro Agliano e tanti altri. 

Un pomeriggio intenso di amarcord che ha restituito una fotografia di cosa significasse fare informazione, a Trapani, in quegli anni. 

 

 

Quando Radio Trapani Centrale aprì lo fece sfidando il monopolio, che prevedeva solo trasmittenti di Stato. Successivamente, nel luglio 1976, la Corte Costituzionale dichiaró legittime le trasmissioni radiofoniche private via etere, purché a diffusione locale.

Ma non solo, RTC fu una sfida collettiva a sostegno di un progetto fatto di fermento, anticonformismo, della voglia di un gruppo di ragazzi di prendersi la parola.

 

La Radio ebbe la prima sede  all’ultimo piano di Palazzo Riccio, per poi trasferirsi in un appartamento di via Vespri. In entrambi i casi, raccontano gli ex redattori, fingevano di avere chissà quali studi importanti, quando invece tutta la vita della radio si svolgeva in pochi metri quadrati. 

Da quella frequenza iniziale — 102,300 MHz — prese forma una voce nuova, libera, profondamente radicata nella città, con una redazione di circa 40 collaboratori giovani, dalla schiena dritta e con la voglia di raccontare una Trapani che languiva, rassegnata a bere sabbia se aveva sete. 

 

Una redazione con una giovanissima Alessandra Camassa, oggi magistrata, che non aveva idea di cosa si facesse in radio, di cosa significasse la cronaca giudiziaria, eppure se ne andava in giro intervistando avvocati, prefetti, cercando notizie in quei luoghi che divennero, molto tempo dopo, la sua casa professionale. 

Una redazione che si inventó interviste con Kabir Bedi - il celebre Sandokan che imperversava in Rai - o le sorelle Bandiera per fare audience. 

 

RTC di tante rubriche come "Aggiungi un posto a tavola" con l'indimenticabile Wolly Cammareri. 

Ma anche la radio che seguì, in diretta telefonica, il sequestro subito da Giovanni Falcone nell'ottobre del '76 nel carcere di Favignana. 

Ed ancora, le inchieste di mafia e malaffare, le proteste nel Belice, il mostro di Marsala, il massacro del Circeo. 

 

Ma Radio Trapani Centrale fu anche presidio di cittadinanza attiva: non solo fungendo da raccordo durante l'alluvione, ma anche quando, subito dopo, presentò la denuncia popolare per disastro colposo contro i responsabili del disastro. I danni dell'alluvione si sarebbero potuti evitare se la città fosse stata difesa dall'amministrazione di allora, guidata da Cesare Colbertaldo, ricorda l'ex direttore Tanino Rizzuto. 

 

Nel 1978 l’espansione — con l’aggiunta dei 97,750 MHz — e il trasferimento in Piazza Vittorio Emanuele segnarono il momento di massima crescita di RTC. Nello stesso anno, l'emittente diede in esclusiva locale la notizia dell'assassinio di Peppino Impastato.

 

Sono tantissime le storie raccontate durante l'incontro a S. Rocco. Pochissime foto, non c'erano i cellulari. Eppure, quegli anni fino al 1980 quando la radio cessó di esistere, sono vividi. 

 

Attorno a quel microfono si formò una vera comunità di persone che raccontarono una generazione cresciuta tra informazione, intrattenimento e sperimentazione, con le colonne sonore di quegli anni in sottofondo. Programmi, musica, inchieste, giornali radio e notiziari sportivi: una programmazione viva, costruita giorno dopo giorno da una redazione dove non esisteva la concorrenza, la prevaricazione tra colleghi. 

Anni in cui c'erano meno formalità, meno rigidità, ma un'informazione più genuina, il giornalismo era per strada e non in smart working. 

 

Poi, come molte radio libere di quegli anni, anche questa esperienza ebbe termine. 

 

Oggi non esiste una vera erede di Radio Trapani Centrale. E forse non potrebbe esistere. 

Perché non sono cambiati solo gli strumenti, ma le persone, il giornalismo ed il modo di raccontare, il rapporto con la città. 

Quella voce si è spenta nel 1980, ma continua a restare dove è sempre stata: nella memoria di chi, almeno una volta, ha composto il 21021.

 

 



Native | 25/04/2026
https://www.tp24.it/immagini_articoli/24-04-2026/1777023473-0-studio-vira-per-l-agricoltura-siciliana.jpg

Studio Vira per l'agricoltura siciliana

Il settore agricolo siciliano è riconosciuto come strategico per lo sviluppo economico dell’isola. La transizione ecologica e la tutela della sicurezza alimentare hanno determinato un cambiamento significativo nella...

Cultura | 2026-04-27 06:00:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/26-04-2026/radio-trapani-centrale-50-anni-dopo-storia-di-una-radio-libera-al-museo-s-rocco-250.jpg

Radio Trapani Centrale, 50 anni dopo

21021.Era il numero diretto di Radio Trapani Centrale, la radio che raccontó e fece la storia dell'informazione della città a metà degli anni '70. Un numero che ha raccolto migliaia di segnalazioni, di dediche. Anche dai...