Il provvedimento è scattato dopo un’ispezione approfondita a bordo di una nave cargo battente bandiera delle Isole Marshall, arrivata da La Valletta, a Malta, per operazioni commerciali.
Le irregolarità riscontrate
A far scattare il fermo amministrativo sono state sette irregolarità complessive. Alcune, spiegano dalla Capitaneria, particolarmente gravi.
Tra queste, problemi legati all’impianto antincendio e una mancanza tutt’altro che secondaria: la mancata comunicazione di un’avaria al Voyage Data Recorder (VDR), il sistema che registra tutti i dati della navigazione, una sorta di “scatola nera” delle navi.
Un dispositivo fondamentale non solo per la sicurezza durante il viaggio, ma anche per ricostruire eventuali incidenti e verificare lo stato di efficienza dell’unità.
Nave bloccata in porto
La conseguenza è immediata: la nave resta ferma a Trapani.
Non potrà ripartire finché tutte le criticità non saranno risolte e solo dopo una nuova ispezione del Nucleo Port State Control della Capitaneria.
Controlli sempre più serrati
L’operazione rientra nell’attività ordinaria del team ispettivo “Port State Control”, coordinato dalla Direzione Marittima di Palermo.
Un lavoro tecnico e altamente specializzato, svolto da personale formato a livello nazionale e internazionale, con un obiettivo chiaro: garantire che il traffico marittimo avvenga nel rispetto delle norme di sicurezza, della tutela ambientale e delle condizioni di lavoro a bordo.
Tre navi fermate in pochi mesi
Il dato che emerge è significativo: sono già tre le navi sottoposte a fermo amministrativo nel 2026 nel porto di Trapani.
Segno che i controlli sono più rigorosi, ma anche che non tutte le unità in arrivo rispettano gli standard richiesti.
E in mare, si sa, gli errori non sono mai dettagli.
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