Trapani, Tranchida contro Turano: “Mazzeo si dimetta”
Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, la giunta comunale e i consiglieri di maggioranza rimasti al suo fianco rompono il silenzio dopo la spaccatura consumatasi a Palazzo Cavarretta e affidano a un duro comunicato la loro lettura politica della crisi.
Secondo il fronte tranchidiano, il passaggio all’opposizione di una parte della lista " Trapani Tua" - che ha il suo referente nel presidente del consiglio comunale Alberto Mazzeo - non sarebbe un fatto improvviso ma il risultato di una strategia costruita già dall’estate del 2025 e guidata dall’assessore regionale Mimmo Turano, indicato come il regista di un disegno più ampio finalizzato a riallineare Trapani ed Erice in vista delle prossime elezioni nazionali.
Nel documento si sottolinea anche che la scelta di lasciare la maggioranza sarebbe stata anticipata allo stesso sindaco direttamente da Turano, mettendo così nero su bianco il legame politico tra l’assessore regionale e la lista "Trapani Tua".
Ma uno dei passaggi più duri della nota riguarda il presidente del consiglio comunale Alberto Mazzeo.
Tranchida, assessori e consiglieri chiedono infatti apertamente le sue dimissioni dalla seconda carica istituzionale del Comune, sostenendo che Mazzeo non possa più garantire quella imparzialità necessaria nella gestione dell’aula dopo avere di fatto ripudiato la maggioranza che lo aveva eletto.
Nel comunicato si parla di una presidenza non più equilibrata e condizionata anche da pressioni esterne, con un attacco che certifica la sfiducia politica e istituzionale nei confronti del presidente del consiglio.
Critiche aspre anche nei confronti del consigliere Giovanni Carpinteri, indicato come parte di una manovra che guarderebbe più alle future collocazioni politiche che agli interessi amministrativi della città.
La nota denuncia infine un clima sempre più pesante tra pressioni e giochi di palazzo, ma ribadisce la volontà della maggioranza rimasta con il sindaco di andare avanti “con la schiena dritta”.
“Trapani non è la colonia di nessuno: non lo è di Palermo, non lo è di Roma e non lo sarà di Alcamo”, scrivono Tranchida e i suoi, sancendo una rottura ormai totale con l’area vicina a Turano e la fine definitiva di un progetto nato nel 2018 e proseguito nel 2023.
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