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01/05/2026 08:45:00

Mazarese assolta anche in appello dall'accusa di molestie 

Era finita sotto processo con l’accusa di “molestie” per aver più volte telefonato e inviato vari messaggi whatsapp all’ex marito, il marsalese Giuseppe Maria Arangio. Accusa dalla quale, però, è stata assolta sia in primo che in secondo grado. 

 

Protagonista della vicenda è stata la 44enne mazarese Laura Bruno, che il 2 febbraio 2024 è stata assolta dal giudice monocratico del Tribunale di Marsala con la formula “perché il fatto non sussiste”. Sentenza che è stata confermata dalla quarta sezione penale della Corte d’appello di Palermo (presidente Vittorio Anania).

 

 In secondo grado si era andati dopo l’appello della Procura. Evidentemente, per la pubblica accusa, c’erano i presupposti per non arrendersi al verdetto di primo grado. Secondo il capo d’imputazione, la donna, a partire dal luglio 2019 “con l’utilizzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, recava ad Arangio Giuseppe Maria molestia e disturbo, ed in particolare effettuando diverse chiamate sull’utenza telefonica in uso al predetto, nonché inviandogli vari messaggi dal contenuto anche sulla piattaforma Whatsapp”. Ma per la corte d’appello difetterebbe non solo “la condotta materiale del reato, ma anche l’elemento psicologico, non essendo emersa la volontà della Bruno di recare molestia all’Arangio, neppure per colpa”. A difendere la donna è stato l’avvocato trapanese Carlo Massimo Zaccarini.



Native | 25/04/2026
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