Che direzione sta prendendo la campagna elettorale a Marsala? A poche settimane dal voto, il quadro politico appare ancora aperto e tutt’altro che definito. È una corsa che si gioca anche sul consenso degli indecisi. La domanda che circola con sempre maggiore insistenza è una: Marsala eleggerà il sindaco al primo turno o si andrà verso il ballottaggio?
Il clima è quello di una competizione viva, combattuta tema per tema: dal rilancio economico alla gestione dei servizi, fino alla visione di sviluppo che ciascun candidato propone per il futuro della città. In un contesto così frammentato, il secondo turno non appare più un’ipotesi remota, ma uno scenario sempre più concreto.
E la domanda che corre da nord a sud di Marsala è sempre la stessa: si va verso il ballottaggio?
Ad oggi, la dinamica della campagna elettorale è assai lontana da equilibri definitivi. Nessun risultato sembra scontato: la partita resta aperta.
Grillo: la sua avversaria è Patti
Il sindaco uscente, ricandidato per il bis, Massimo Grillo, ha quattro liste in appoggio, con diversi uscenti dal Consiglio comunale e assessori candidati. È una corsa che Grillo affronta sapendo di dover correre più degli altri per conquistare il ballottaggio. È lì che punta a giocarsi la partita, confidando che una parte del centrodestra possa tornare ad appoggiarlo, anche per ottenere maggiore rappresentanza in Consiglio comunale.
Fin dall’inizio della campagna elettorale ha individuato la sua principale avversaria: Andreana Patti, che può contare su sette liste.
In cinque anni, Massimo Grillo ha incrinato i rapporti con gran parte del centrodestra, compromettendo quella rete politica che avrebbe potuto garantirgli stabilità anche per il futuro. All’epoca non condivideva i nomi degli assessori indicati dai partiti. Oggi, però, resta una domanda: la qualità delle scelte fatte è davvero superiore? Non sembra che, nel frattempo, siano arrivate figure di tale livello da segnare una svolta nella macchina amministrativa.
Patti: un equilibrio difficile tra destra e sinistra
Si è presentata alla città come candidata civica. Ma di realmente “civico”, oggi, Andreana Patti sembra avere ben poco: la traiettoria politica appare chiaramente orientata a sinistra, con Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Socialista Italiano e Movimento 5 Stelle a rappresentare la componente predominante del progetto.
La campagna elettorale è partita con largo anticipo, quasi una necessità per farsi conoscere e costruire consenso. Sette liste a sostegno rappresentano un dispiegamento organizzativo importante, con candidati spesso competitivi e radicati sul territorio.
Un’operazione che, però, rischia di avere un effetto collaterale: mettere in difficoltà proprio i consiglieri uscenti. Nella lista “ComPatti”, ad esempio, qualcuno potrebbe essere superato dall’avanzata di Daniele Bertolino, medico di base che ha impostato una campagna capillare e costruita sul contatto diretto con gli elettori.
Ma è soprattutto il “miscuglio” politico a sollevare i dubbi più rilevanti. Tenere insieme sensibilità e visioni che vanno dalla destra alla sinistra crea più di un imbarazzo. Perché una cosa è sommare voti in campagna elettorale, un’altra è governare. E qui non si tratta di trovare un accordo occasionale, ma di costruire una linea amministrativa coerente su idee di città spesso opposte.
Non a caso, tra gli addetti ai lavori, si sussurra che il vero nodo verrà dopo, quando l’alleanza elettorale dovrà trasformarsi in progetto di governo.
Infine, resta la questione del “contratto” con i contributi a tariffa: un caso che ha acceso il dibattito e che è stato spesso liquidato attribuendo la responsabilità alla stampa. Da lì, il copione è noto: attacchi sui social, toni accesi, accuse prevedibili. Ma il punto resta, e continua a pesare.
Adamo: una squadra da far funzionare
Giulia Adamo sta conducendo la sua campagna elettorale in piena sintonia con i partiti di centrodestra. In questo contesto, anche la rottura a Trapani tra Mimmo Turano e il sindaco Giacomo Tranchida assume un peso politico che va oltre i confini provinciali, incidendo sugli equilibri marsalesi.
Non è un passaggio casuale. L’assessore regionale sa che la tenuta del centrodestra passa dalla coerenza delle alleanze e che aperture “innaturali” rischierebbero di indebolire l’intero impianto politico. Da qui l’accelerazione dello strappo con Tranchida, una rottura che assume oggi un valore strategico per rafforzare il fronte marsalese.
Sono sei le liste a sostegno di Adamo, ma è soprattutto l’indicazione dei quattro assessori a rappresentare un segnale politico forte: una squadra costruita su profili riconoscibili nei rispettivi ambiti, dalla scuola all’agricoltura, dai lavori pubblici alla sanità. L’obiettivo è trasformare la coalizione in una proposta di governo già strutturata.
Curatolo: outsider, ma non irrilevante
Alla candidatura di Leonardo Curatolo in pochi, all’inizio, avevano dato credito. E invece la lista è stata depositata. Una sola, è vero, ma sufficiente a tenerlo in corsa.
Nel frattempo, più di uno schieramento ha provato a coinvolgerlo, senza successo. Curatolo è rimasto fuori dagli schemi, senza accordi né apparentamenti, mantenendo una posizione autonoma che, in un quadro così frammentato, potrebbe comunque incidere.
Ballottaggio
Appare uno scenario sempre più probabile: con quattro candidati in campo e un sindaco uscente che potrebbe puntare anche sul voto disgiunto, gli equilibri restano frammentati e difficili da ricomporre al primo turno. È un assetto elettorale destinato a giocarsi fino all’ultimo voto.