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04/05/2026 06:00:00

Usura ad Alcamo, al via il processo all’ex poliziotto Antonio Federico

Comincia oggi, 4 maggio 2026, davanti al Tribunale di Trapani, il processo a carico di Antonio Federico, ex sovrintendente della Polizia di Stato in pensione, 64 anni, residente ad Alcamo. L’accusa è pesante: usura aggravata. Una vicenda che parte da lontano e che affonda le radici in rapporti economici iniziati oltre dieci anni fa.

 

Le accuse: prestiti e interessi ritenuti usurari

 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Federico avrebbe prestato, a partire dal 2013, somme di denaro a un commerciante di auto alcamese. Il totale dei prestiti si aggirerebbe attorno ai 150 mila euro.

A fronte di queste somme, però, l’ex poliziotto avrebbe preteso – sempre secondo l’accusa – la restituzione di circa 225 mila euro tramite assegni, oltre ad ulteriori pagamenti in contanti. Un meccanismo che la Procura ritiene configurare un’ipotesi di usura aggravata.

 

Le indagini e le misure cautelari

 

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trapani e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo, è scattata nel maggio 2024 dopo quasi un anno di accertamenti, avviati in seguito alla denuncia presentata dal commerciante.

Nel corso delle indagini erano state disposte misure cautelari nei confronti di Federico, tra cui il divieto di dimora ad Alcamo e il sequestro preventivo di un immobile, ritenuto legato alla vicenda. Il divieto di dimora era stato però annullato dal Tribunale del Riesame dopo circa quindici giorni.

Resta invece l’obbligo di firma presso la Compagnia dei Carabinieri di Alcamo, misura per la quale il Gip ha respinto la richiesta di alleggerimento avanzata dalla difesa.

 

Le parti civili e la linea difensiva

 

Nel processo si sono costituiti parte civile sia il commerciante, Enzo Maria Alesi, sia l’Associazione antiracket e antiusura, rappresentata dall’avvocato Davide Bambina.

La difesa di Federico, affidata agli avvocati Vito Galbo e Antonio Ingroia, contesta radicalmente le accuse, sostenendo l’inattendibilità del denunciante e parlando di operazioni economiche inesistenti. L’ex poliziotto ha sempre respinto ogni addebito.

Va inoltre sottolineato che l’ipotesi di tentata estorsione, inizialmente contestata, è stata archiviata per insufficienza di prove.

 

Il nodo dell’ipoteca e dell’immobile sequestrato

 

Tra gli elementi centrali dell’inchiesta c’è anche la presunta richiesta di iscrizione di un’ipoteca volontaria su un appartamento della vittima, a garanzia del debito. L’immobile è stato sottoposto a sequestro preventivo nell’ambito del procedimento.

 

Si apre il dibattimento

 

Con l’udienza di oggi si apre ufficialmente il dibattimento davanti al Tribunale di Trapani. Sarà il processo a chiarire se i rapporti economici tra l’ex poliziotto e il commerciante configurino davvero un caso di usura o se, come sostiene la difesa, si tratti di accuse infondate.

Una vicenda complessa, che intreccia rapporti personali, denaro e giustizia, e che ora entra nel vivo nelle aule del tribunale.

 

L’archiviazione per depistaggio

 

Diversa sorte ha avuto un’altra vicenda giudiziaria che aveva coinvolto Federico. L’ex poliziotto era stato infatti indagato dalla Procura di Caltanissetta nell’ambito delle indagini sulle stragi mafiose del 1992-1993, con l’accusa iniziale di depistaggio.

Nel febbraio 2025, però, il Gip ha disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta della Procura. L’ipotesi di reato era stata progressivamente ridimensionata fino a essere ritenuta non punibile. La magistratura ha quindi escluso qualsiasi tentativo di depistaggio da parte di Federico.



Native | 25/04/2026
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