"Gentile direttore di TP24,
Scrivo questa lettera per denunciare un episodio che mi ha profondamente scossa e che non può restare nel silenzio. Vivo in un condominio a Marsala, dove da tempo una gatta randagia viene accudita da noi residenti. Circa due settimane fa aveva dato alla luce i suoi cuccioli nel giardino comune.
Questa mattina, però, qualcosa di grave è accaduto. Probabilmente un cane o un altro predatore ha attaccato i piccoli. La madre, nel tentativo disperato di salvarli, li ha presi uno a uno e li ha trasportati sul balcone di una vicina al piano terra, cercando un rifugio sicuro.
Quando siamo intervenute, la scena era drammatica: cinque gattini, alcuni in condizioni critiche. Due presentavano profonde ferite al collo, un altro una grave lesione alla testa. Erano piccolissimi, indifesi.
Abbiamo fatto il possibile per aiutarli: li abbiamo sistemati in una cuccia per proteggerli dal freddo e abbiamo contattato i servizi competenti. Essendo sabato, però, nessun veterinario era reperibile.
Dopo vari tentativi, sono intervenuti i vigili urbani insieme al servizio accalappiacani. Pensavamo fosse finalmente arrivato l’aiuto necessario. Invece, con nostra incredulità, non è stato fatto nulla.
Non hanno controllato i cuccioli, non hanno verificato se fossero vivi o morti, né valutato le loro condizioni. Ci è stato detto che non potevano intervenire perché gli animali si trovavano su un balcone privato.
Abbiamo spiegato che non erano nostri, che la gatta li aveva portati lì per salvarli dopo un attacco. La risposta è stata sconcertante: avremmo dovuto lasciarli a terra. In altre parole, lasciarli morire per consentire un intervento.
Mi chiedo: è questa la procedura? È accettabile che degli animali feriti vengano ignorati per un cavillo burocratico?
Noi non avevamo la possibilità economica di portarli da un veterinario e nessuno era disponibile. Nonostante ciò, non ce la siamo sentita di abbandonarli. Li abbiamo messi al riparo e cercato di fare il possibile.
I gattini sono ancora lì, nella cuccia sul balcone. Due di loro erano in condizioni gravissime e non sappiamo se siano sopravvissuti. Solo domani avremo il coraggio di verificarlo. Non ho potuto accoglierli in casa, avendo già quattro gatti maschi, e anche la mia vicina ha un animale molto aggressivo. Eppure abbiamo cercato di proteggerli come potevamo. A rendere tutto ancora più assurdo, mi è stato chiesto di firmare un verbale come se fosse stato effettuato un intervento. Mi sono rifiutata, perché nessun aiuto concreto è stato prestato. Questa lettera è una denuncia, ma anche un appello. È necessario chiarire chi deve intervenire in casi come questo, perché oggi degli animali feriti sono stati lasciati senza soccorso. E questo non può più accadere.”
Barbara