La Sicilia porta a casa 14 Bandiere Blu. La provincia di Trapani, invece, resta a guardare.
Anche per il 2026 nessuna località del Trapanese compare nell’elenco della FEE, la Foundation for Environmental Education, che ogni anno assegna il riconoscimento alle località costiere più attente a qualità delle acque, servizi, gestione ambientale e sostenibilità.
Un’assenza che pesa, soprattutto in una provincia che vive di mare, turismo, isole, saline, spiagge e cartoline. Belle, bellissime. Ma evidentemente non ancora abbastanza organizzate per sventolare la Bandiera Blu.
La Sicilia premiata: 14 località
Nell’Isola il riconoscimento va a spiagge distribuite tra Agrigento, Messina e Ragusa. In provincia di Agrigento c’è Menfi, confermata anche quest’anno.
La parte più consistente arriva dalla provincia di Messina, con Letojanni, Taormina, Tusa, Alì Terme, Furci Siculo, Lipari, Nizza di Sicilia, Roccalumera e Santa Teresa di Riva.
In provincia di Ragusa premiate Scicli, Pozzallo, Modica, Ispica e Marina di Ragusa.
Trapani fuori dall’elenco
Niente da fare, invece, per Marsala, Mazara, San Vito Lo Capo, Castellammare, le Egadi, Pantelleria, Custonaci, Valderice e il resto della costa trapanese.
Il punto non è soltanto la qualità del mare. La Bandiera Blu valuta anche depurazione, servizi, accessibilità, sicurezza, raccolta differenziata, educazione ambientale, gestione degli arenili. Insomma: non basta avere un bel panorama. Bisogna anche saperlo amministrare.
E qui il Trapanese, ancora una volta, resta fuori dalla fotografia delle eccellenze certificate.
La classifica nazionale
A livello nazionale la Liguria guida la classifica, seguita da Puglia e Calabria. La Sicilia si colloca al nono posto, con 14 località premiate.
Un risultato positivo per l’Isola, certo. Ma per la provincia di Trapani resta una domanda semplice: com’è possibile che un territorio con alcune delle coste più belle del Mediterraneo non riesca a ottenere nemmeno una Bandiera Blu?
La risposta, come spesso accade, non sta nel mare. Sta a terra.