Il porto di Palermo chiude le porte al TS Shtandart, la replica storica della fregata dello zar Pietro il Grande. Il veliero, 35 metri di lunghezza, era atteso nel capoluogo siciliano il 5 maggio, secondo il programma di navigazione pubblicato dalla stessa imbarcazione. Ma dalla Capitaneria di porto arriva una linea netta: se chiederà l’autorizzazione ad entrare, sarà negata.
Il caso è diventato in poche ore politico, diplomatico e anche simbolico. Perché il TS Shtandart non è una nave qualunque: nasce come nave scuola e attrazione storica, ma è anche un emblema del potere marittimo russo. E in tempi di guerra in Ucraina, anche un veliero può diventare un problema internazionale.
La nave tra le Egadi e Palermo
Al momento il vascello si troverebbe nel tratto di Mar Tirreno tra le Egadi e Palermo. A cercarlo sono anche i militari del raggruppamento aeronavale della Guardia di Finanza. Un dettaglio non secondario: il transponder risulterebbe spento da oltre 200 giorni. Secondo VesselFinder, l’ultima posizione AIS disponibile del TS Shtandart risale a 213 giorni fa, nel Mediterraneo occidentale, e la nave risulta oggi registrata sotto bandiera delle Isole Cook. (VesselFinder)
La rotta era stata indicata nel piano di crociera: partenza dalle coste tunisine, arrivo a Palermo il 5 maggio, poi nuova tratta Palermo-Corsica-Bizerte dal 16 maggio. Sul sito della nave risultano infatti viaggi programmati con imbarco e sbarco a Palermo. (Shtandart)
Il nodo delle sanzioni
Il problema riguarda le sanzioni europee contro la Russia. Il TS Shtandart era originariamente russo, ma dal giugno 2024 batte bandiera delle Isole Cook. Una scelta che, secondo i critici, non cancellerebbe il legame sostanziale con la proprietà e la gestione russa.
A sollevare il caso è stato il segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha chiesto al governo di bloccare con urgenza lo scalo a Palermo. Per Magi, consentire l’attracco non sarebbe solo una questione tecnica, ma un segnale politico sbagliato: una “mancanza di rispetto verso le vittime del conflitto in corso”.
Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, da Torre Annunziata, ha commentato così: “Ci sono delle leggi, la Guardia Costiera rispetta le leggi. Non c’è niente da inventare”.
I precedenti in Europa
Non è la prima volta che il TS Shtandart incontra ostacoli nei porti europei. In Francia, tre prefetti marittimi hanno regolato in modo restrittivo il transito della nave nelle acque territoriali, consentendo solo il passaggio innocente, continuo e senza soste. (Medium)
Anche in altri Paesi europei il veliero è stato al centro di contestazioni e divieti. La stessa nave, sul proprio sito, riconosce di essere finita nella rete delle sanzioni europee e sostiene che il cambio di bandiera non sia bastato a superare le restrizioni. (Shtandart)
Palermo resta in attesa
Per ora, dunque, il TS Shtandart resta un caso aperto in mare. Se dovesse presentare richiesta formale di ingresso nel porto di Palermo, la risposta delle autorità sarebbe negativa.
Una fregata dello zar, una bandiera delle Isole Cook, un armatore russo, un transponder spento e le sanzioni europee: più che una crociera storica, sembra la trama di un romanzo geopolitico. Solo che stavolta il porto è Palermo.