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06/05/2026 14:47:00

Gibellina, i semi diventano arte e politica contro la siccità

A Gibellina i semi diventano materia di confronto pubblico, pratica agricola e gesto artistico. Venerdì 8 maggio, dalle 11 alle 18, la città ospita l’unica tappa siciliana di “Sementi in Movimento. Dai vivai della siccità alle comunità contadine”, progetto internazionale dedicato alla circolazione libera delle sementi e alla tutela delle varietà locali.

L’appuntamento si svolge nel Temporary Show-Room del progetto SEEDS, in largo Joseph Beuys, alle spalle del bar Meeting e a pochi passi dalla piazza del Municipio. L’ingresso è gratuito.

La scelta di Gibellina non è casuale. La città, Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, inserisce l’iniziativa dentro un percorso che tiene insieme arte, paesaggio, agricoltura e crisi climatica. Non una cornice decorativa, ma un terreno di lavoro: qui il seme diventa simbolo concreto di autonomia, biodiversità e futuro delle comunità rurali.

La battaglia sui semi

“Chi possiede i semi governerà il mondo”. La frase, attribuita da anni a Vandana Shiva, restituisce il senso politico di una battaglia che riguarda l’agricoltura, ma non solo.

L’attivista e ambientalista indiana è una delle voci più note a livello internazionale nella difesa della biodiversità agricola e della libertà dei semi. Da decenni contesta la concentrazione del mercato sementiero, i brevetti sulle varietà vegetali e la dipendenza dei coltivatori da grandi gruppi industriali.

Il tema arriva a Gibellina in un territorio che conosce bene la fragilità del suolo, la siccità, le trasformazioni dell’agricoltura e il rischio di perdita delle varietà locali. In Sicilia occidentale, parlare di semi significa parlare di acqua, di campi, di reddito agricolo, di conoscenze contadine e di adattamento climatico.

Per questo l’iniziativa non si limita a evocare un principio. Mette al centro lo scambio tra agricoltori della Valle del Belìce, chiamati a condividere semi, esperienze e pratiche.

Un progetto che attraversa i confini

“Sementi in Movimento” è attivo in Italia da alcuni anni ed è stato recentemente esteso anche alla Turchia. A Gibellina arriva con una giornata che unisce ricerca, attivismo e arte contemporanea.

Il programma prevede un convegno, uno spazio informativo aperto al pubblico e, nel pomeriggio, lo scambio libero di semi tra agricoltori.

È questo il cuore dell’appuntamento. Il seme non viene trattato come oggetto da esporre, ma come bene vivo, da far circolare. La conservazione della biodiversità non passa soltanto dalle banche del germoplasma o dagli archivi scientifici, ma anche dalle mani di chi semina, coltiva, seleziona e tramanda.

Il progetto insiste proprio su questa dimensione: la conoscenza contadina come sapere pratico, costruito nel tempo, capace di rispondere ai cambiamenti del clima meglio di molte soluzioni calate dall’alto.

Il ruolo di SEEDS Blooming Art

La tappa siciliana si inserisce nel programma di SEEDS Blooming Art, fuori salone di Gibellina 2026, che fino al 31 ottobre anima la città con mostre, performance, workshop e residenze d’artista.

La collina seminata a grani antichi diventa parte integrante del progetto. Non è soltanto un campo: è un’installazione viva, destinata a cambiare nel tempo, a crescere, a diventare paesaggio.

Il mese successivo quei grani diventeranno la scenografia naturale di uno spettacolo di danza contemporanea. Al centro della performance ci sarà lo scambio di semi tra i ballerini.

Il passaggio è significativo. Gibellina, città nata da una frattura storica e ricostruita anche attraverso l’arte contemporanea, usa ancora una volta il linguaggio artistico per interrogare il presente. Qui il seme non è metafora generica: è materia, gesto, relazione tra corpo, terra e comunità.

Gli interventi del convegno

La riflessione teorica sarà affidata a due antropologi.

Interverrà Enrico Milazzo, tra i rappresentanti del progetto “CLIMAVORE x Jameel” del Royal College of Art di Londra. Il progetto lavora sul rapporto tra pratiche alimentari, clima, territorio e trasformazioni ambientali.

Con lui ci sarà Massimo Mirabella, direttore del mensile Agrisicilia e curatore del Fuori Salone di Gibellina 2026 con il progetto SEEDS.

Parteciperà anche la cooperativa agricola Valdibella di Camporeale, con la sua scuola di agroecologia. Il suo contributo porterà dentro il confronto l’esperienza di un’agricoltura che prova a rispondere alla crisi climatica attraverso pratiche più resilienti, attenzione al suolo e rapporto diretto con le comunità.

Il convegno servirà a dare profondità all’iniziativa. Lo scambio dei semi, infatti, non è soltanto un gesto simbolico. È una pratica che apre domande molto concrete: chi controlla le varietà? Chi decide cosa si coltiva? Come si proteggono le sementi locali? Quale agricoltura può reggere in un territorio segnato dalla siccità?

La Valle del Belìce e la sfida climatica

La Valle del Belìce è un territorio agricolo e culturale insieme. La sua storia recente è legata al terremoto, alla ricostruzione, alla sperimentazione urbanistica e artistica, ma anche a una campagna che continua a produrre economie, paesaggi e identità.

Oggi questa campagna deve confrontarsi con una questione sempre più urgente: la disponibilità d’acqua. La siccità non è più un evento eccezionale, ma una condizione che modifica scelte colturali, rese, costi e prospettive.

In questo scenario, il recupero e lo scambio delle varietà locali assumono un valore pratico. Le sementi tradizionali non sono automaticamente la soluzione a tutti i problemi, ma rappresentano un patrimonio genetico e culturale che può contribuire alla capacità di adattamento dei territori.

La giornata di Gibellina prova a mettere in relazione questi piani: ricerca internazionale, agricoltura locale, arte pubblica e cittadinanza.

Il podcast e il racconto dell’evento

A margine della giornata sarà registrata la seconda puntata del Podcast Gibellina 2026, disponibile su Spotify.

Le interviste ai protagonisti permetteranno di documentare il percorso e di allargare il pubblico oltre i presenti. È un aspetto non secondario: un’iniziativa sui semi, per essere coerente con il proprio tema, deve circolare. Anche attraverso le parole, le testimonianze e i racconti.

Il podcast diventa così un’estensione dell’evento. Raccoglie voci diverse e le restituisce dentro il programma di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea.

Le informazioni utili

“Sementi in Movimento. Dai vivai della siccità alle comunità contadine” si svolgerà venerdì 8 maggio, dalle 11 alle 18, a Gibellina.

L’appuntamento è al Temporary Show-Room del progetto SEEDS, in largo Joseph Beuys, alle spalle del bar Meeting, a pochi passi dalla piazza del Municipio.

L’ingresso è gratuito.

La giornata prevede un convegno, uno spazio informativo aperto al pubblico e lo scambio libero di semi tra agricoltori della Valle del Belìce.

Per Gibellina è una tappa coerente con il suo anno da Capitale italiana dell’arte contemporanea. La città non usa l’arte come ornamento, ma come strumento per leggere il presente: la siccità, l’agricoltura, la biodiversità, il rapporto tra comunità e paesaggio. In fondo, il punto è tutto qui: un seme non è solo ciò che resta del passato. È anche ciò che decide quale futuro può ancora germogliare.

Ines D'Orazio