Il ragazzo schiaffeggiato su un autobus di linea a Marsala è il segno di un fallimento sociale. Il 29, ultima data utile per la presentazione delle liste elettorali per le amministrative di Capo Boeo, si è consumato un episodio che deve far riflettere e interrogare l’elettorato attivo e passivo, la politica e la famiglia.
Tp24 ha trasmesso un video che, al di là delle responsabilità individuali, mette a nudo una vulnerabilità più profonda: quella che riguarda autorità e confini, educazione e reazione, regole e rispetto.
La scena ha visto come protagonisti il conducente di un bus pubblico, uno studente e passeggeri rimasti impassibili. Da quanto emerge, l’adolescente, sollecitato a spegnere la sigaretta, si è rifiutato replicando con una parolaccia. Il guidatore, che in quella circostanza rappresentava l’autorità — come da lui stesso ricordato (“sono un pubblico ufficiale”) — ha avuto una reazione scomposta, ricorrendo a un comportamento inadeguato al ruolo. Alla maleducazione non si risponde con l’abuso dei mezzi di correzione: l’autorità deve essere accompagnata dall’autorevolezza, non dall’arbitrarietà.
Fermo restando il biasimo totale verso il giovane, la manifestazione di indifferenza dei presenti — fatta eccezione per la voce di un compagno che gli suggerisce di sedersi — rappresenta una resa incondizionata della comunità, una mancanza di senso civico che porta a considerare il fatto come qualcosa che “non ci riguarda”. Questo è stato il comportamento degli astanti; assenti, invece, le due agenzie educative per antonomasia: la famiglia e la scuola, che non hanno fornito agli attori in scena gli strumenti adeguati.
Anche la politica deve fare ammenda e costruire una rete con scuola e famiglia per aiutare le persone a formarsi e ad attenersi al rispetto delle regole e delle funzioni che si ricoprono. Poi sono intervenuti i social, con il consueto scontro tra “guelfi e ghibellini”, che in queste vicende — come nelle campagne elettorali — diventano le cloche dell’etere.
Poiché il focus dell’accaduto è l’educazione, l’auspicio è che tutti noi possiamo trarre una lezione pratica dall’approccio pedagogico del “learning by doing” — imparare facendo — teorizzato da John Dewey, che pone l’esperienza diretta al centro dell’apprendimento, oltre la teoria. Per trasformare un’altra tegola per una città in sofferenza in un laterizio per la sua rinascita.
Vittorio Alfieri