Ad Alcamo torna al centro del dibattito la vicenda legata ai rimborsi riconosciuti negli anni a ex amministratori e consiglieri comunali per le assenze dal lavoro dovute all’attività politica. Palazzo di Città sta cercando di recuperare circa 400 mila euro che, secondo quanto ricostruito dagli uffici comunali, sarebbero stati liquidati in modo non conforme alle norme vigenti.
La questione nasce da una lunga controversia amministrativa e giudiziaria che si trascina ormai da oltre un decennio. Nel mirino ci sono le indennità per i cosiddetti “gettoni di presenza” e i rimborsi legati alle ore di lavoro non svolte da dipendenti impegnati nelle attività istituzionali del Comune.
Il nodo dei rimborsi
Tra il 2012 e il 2014 il Comune aveva disposto una riduzione del 30% delle somme riconosciute agli amministratori, applicando una norma prevista dalla legislazione nazionale. Tuttavia, alcune pronunce successive — comprese decisioni della Corte Costituzionale — hanno rimesso in discussione quella interpretazione, aprendo la strada ai ricorsi da parte degli interessati.
Dopo una serie di sentenze e ricalcoli, l’ente locale ha riesaminato le somme erogate nel periodo compreso tra il 2012 e il 2016. Da questa verifica sarebbe emerso un importo complessivo considerato indebitamente percepito pari a oltre 400 mila euro.
Accordi e contenziosi ancora aperti
Una parte degli ex amministratori coinvolti avrebbe già raggiunto accordi con il Comune per restituire le somme richieste. Per altri, invece, la vicenda resta ancora aperta e potrebbe proseguire davanti ai giudici.
Secondo le stime dell’amministrazione, l’importo ancora da recuperare supera i 300 mila euro. Gli uffici comunali stanno valutando le procedure necessarie per chiudere definitivamente la partita, anche attraverso nuove azioni legali nei confronti di chi non ha aderito agli accordi.