Legalità tra i banchi: i Carabinieri incontrano gli studenti della "Bassi Catalano"
Non soltanto lezioni in aula, ma un vero percorso educativo dedicato alla consapevolezza e alla prevenzione.
È questo il senso delle due giornate promosse all’istituto “Bassi Catalano”, dove gli studenti delle classi seconde hanno partecipato al progetto “Cultura della Legalità”, realizzato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani.
Un’iniziativa che conferma quanto il tema della sicurezza, dentro e fuori la scuola, sia ormai parte integrante della formazione delle nuove generazioni. Bullismo, cyberbullismo, rischi della rete, dipendenze e violenza tra i giovani: argomenti complessi affrontati con un linguaggio vicino agli adolescenti e con un approccio concreto, capace di coinvolgere gli studenti oltre la tradizionale lezione frontale.
Gli incontri, svolti il 6 e 7 maggio nella sede centrale dell’istituto, hanno alternato momenti di confronto teorico ad attività pratiche con l’utilizzo di dispositivi digitali, trasformando la riflessione sulla legalità in esperienza diretta. Un metodo che ha favorito partecipazione e dialogo, stimolando nei ragazzi domande, curiosità e senso critico.
Particolarmente significativa la presenza dell’unità cinofila specializzata con il cane anti-armi, momento che ha attirato l’attenzione degli studenti e offerto l’occasione per affrontare il tema della prevenzione della violenza a scuola.
Perhé la sicurezza non può essere affidata esclusivamente al controllo o alla repressione, ma deve nascere soprattutto dalla cultura del rispetto e dalla responsabilità individuale.
Soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica Ornella Cottone, che ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa e la capacità dei militari di comunicare efficacemente con i più giovani, affrontando temi delicati con competenza e sensibilità.
Anche i rappresentanti dell’Arma hanno evidenziato l’importanza del dialogo con il mondo della scuola, ribadendo come la presenza dei Carabinieri tra i banchi rappresenti non soltanto un presidio di legalità, ma anche un investimento educativo sul futuro dei ragazzi.
In un tempo in cui disagio giovanile, violenza e isolamento digitale occupano sempre più spazio nel dibattito pubblico, iniziative come questa mostrano il volto più vicino delle istituzioni: quello che sceglie l’ascolto, la prevenzione e la costruzione di una coscienza civica condivisa.
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