Cresce la preoccupazione per la pressione turistica e edilizia sulle Isole Egadi, in particolare a Favignana. La deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere verifiche su concessioni demaniali, autorizzazioni e progetti turistico-ricettivi in aree sottoposte a vincoli ambientali.
Al centro della vicenda ci sono le numerose richieste per strutture stagionali, chioschi, aree di ristorazione e manufatti leggeri in prossimità della costa. Secondo il M5S, il rischio è che il ricorso al silenzio-assenso e l’assenza di controlli puntuali possano favorire interventi in zone fragili e di grande valore naturalistico.
Il caso più recente riguarda Favignana, dove il Tar Sicilia ha annullato il parere negativo della Soprintendenza di Trapani su un progetto turistico nell’area tra Cala Pirreca e Cala Stornella. I giudici hanno ritenuto inefficace il no perché arrivato oltre i termini previsti dalla legge. Una decisione che ha riacceso il dibattito sul silenzio-assenso nei territori vincolati.
“Stiamo assistendo a uno scempio silenzioso, consumato nell’inerzia generale delle istituzioni”, afferma Carmina. “Conferenze di servizi chiuse con il silenzio-assenso, pareri mai espressi, controlli assenti. Così si smantella pezzo dopo pezzo uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Paese”.
Nell’interrogazione vengono segnalate anche criticità infrastrutturali: reti fognarie insufficienti, sistemi autonomi di smaltimento dei reflui e rischio di sfruttamento delle falde acquifere. Per la deputata pentastellata, “non è solo una questione ambientale, è una questione di legalità e di modello di sviluppo”.
La richiesta è quella di avviare verifiche sui titoli rilasciati, bloccare l’uso distorto del silenzio-assenso, rafforzare il monitoraggio ambientale e introdurre una moratoria sulle nuove concessioni fino all’approvazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo.
Preoccupazione è stata espressa anche dal sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, che ha chiesto una modifica della normativa: “Il silenzio assenso si deve trasformare in silenzio-diniego, altrimenti rischiamo l’invasione delle nostre coste”.
Carmina ringrazia il Comitato “Salviamo lo Stornello e le Egadi”, attivo da tempo nella difesa del territorio, e conclude: “Non possiamo permettere che le Egadi diventino l’ennesimo caso di sviluppo senza regole. Serve un cambio di passo immediato, prima che sia troppo tardi”.