Ex Provincia. I conti sono in ordine. Ora la prova sono strade e scuole
I conti tornano. Adesso devono tornare anche le strade, le scuole, i servizi. Il Libero Consorzio comunale di Trapani presenta un rendiconto 2025 con numeri robusti: oltre 35 milioni di risultato di amministrazione, 97 milioni in cassa, nessun debito e investimenti in crescita. Dopo tredici anni di commissariamento, l’Ente guidato da Salvatore Quinci rivendica il ritorno della politica. Ma, come sempre, la vera domanda non è quanti soldi ci sono: è quanto velocemente diventeranno cose utili per i cittadini.
Perché la provincia di Trapani, si sa, non ha bisogno di bilanci belli da incorniciare. Ha bisogno di strade senza buche, scuole sicure, progetti che partano e cantieri che finiscano. Insomma, della cosa più rivoluzionaria nella pubblica amministrazione: l’ordinario che funziona.
Il rendiconto: avanzo oltre 35 milioni
La relazione del presidente sul rendiconto 2025 parla di un quadro finanziario “molto positivo”. Il risultato di amministrazione supera i 35 milioni di euro, con una quota disponibile superiore ai 22 milioni. Il risultato di competenza raggiunge i 23,7 milioni, mentre l’equilibrio complessivo si attesta intorno ai 18 milioni. Numeri che, secondo l’Ente, certificano non solo il rispetto degli obblighi contabili, ma anche una tenuta complessiva della gestione.
Il dato più interessante, però, riguarda gli investimenti. Nel 2025 le spese in conto capitale superano i 31 milioni di euro, con un incremento di circa 14,7 milioni rispetto all’anno precedente. È il punto politico della relazione: il Libero Consorzio dice di non essere più soltanto una macchina amministrativa costretta a gestire l’esistente, ma un ente che torna a programmare e investire.
Entrate, cassa e zero debiti
Sul fronte delle entrate, il 2025 registra accertamenti per oltre 70 milioni di euro, pari al 72% delle previsioni. L’imposta provinciale di trascrizione supera gli 11,2 milioni, mentre l’imposta sulle assicurazioni Rc auto arriva a 12,2 milioni. La spesa corrente è pari a circa 44,2 milioni. La spesa per il personale si ferma a 12,2 milioni, con un’incidenza del 25,9% sulla spesa corrente.
Il fondo cassa è uno dei dati più vistosi: circa 97 milioni di euro, senza ricorso ad anticipazioni di tesoreria. L’Ente segnala anche tempi di pagamento particolarmente virtuosi, con un indicatore medio di 15 giorni prima delle scadenze. In pratica, il Libero Consorzio paga prima. Che in Sicilia, diciamolo, è quasi una notizia da prima pagina.
Ci sono poi gli accantonamenti: 3 milioni per il fondo contenzioso e circa 1,46 milioni per il fondo crediti di dubbia esigibilità. La relazione sottolinea anche l’assenza di indebitamento e di strumenti finanziari derivati. Tradotto: niente debiti nuovi e niente alchimie finanziarie. Una cosa normale, che proprio perché normale diventa rara.
Il ritorno della politica dopo tredici anni
La relazione semestrale del presidente Salvatore Quinci insiste su un passaggio: il primo anno di attività ha segnato il ritorno della guida politica dell’Ente, dopo l’elezione di secondo livello del presidente e del Consiglio e dopo oltre tredici anni di gestione commissariale.
Quinci rivendica un modello di collaborazione tra gli organi dell’Ente, un clima unitario e una volontà di ridare centralità al Libero Consorzio come “Casa dei Comuni”. Il punto è rilevante. Per anni le ex Province siciliane sono state enti sospesi: né abolite davvero, né riformate sul serio. Una specie di limbo istituzionale con competenze pesanti e gambe spesso fragili.
Ora il Libero Consorzio di Trapani prova a rimettersi in moto. Ma proprio perché i conti sono buoni, si alza anche l’asticella delle aspettative.
Strade e scuole, il vero banco di prova
La relazione semestrale indica viabilità ed edilizia scolastica come settori centrali. Per le strade provinciali vengono richiamati finanziamenti del Mit, del Patto per il Sud, degli Accordi di programma quadro e del Poc. Per l’edilizia scolastica sono in corso undici interventi finanziati, anche con risorse del Pnrr.
C’è anche la procedura di adesione al progetto Italia-Malta “Circular & Sustainable Road”, con il Libero Consorzio nel ruolo di capofila pubblico. L’obiettivo è sperimentare pavimentazioni stradali sostenibili e modelli nuovi di gestione delle infrastrutture. Bene l’innovazione, naturalmente. Ma il cittadino che percorre certe provinciali della provincia di Trapani, prima ancora della strada sostenibile, sogna quella percorribile.
Sulle scuole, la relazione parla di un nuovo metodo di confronto con dirigenti, istituti e studenti. Vengono citati il Liceo Scientifico-Classico di Trapani, dove il dialogo avrebbe consentito di avviare una fase nuova di programmazione degli interventi, e l’Istituto Alberghiero di Erice, dove sono stati avviati e in parte conclusi lavori di adeguamento sismico.
Il nodo del personale
Dentro i numeri positivi c’è però anche una criticità. La relazione sul rendiconto segnala l’inadeguatezza degli attuali valori soglia sulla capacità assunzionale. In sostanza, pur avendo una spesa per il personale contenuta, l’Ente avrebbe difficoltà a procedere con nuove assunzioni a tempo indeterminato.
È un punto non secondario. Un ente può avere soldi, cassa e programmi. Ma se non ha personale tecnico e amministrativo sufficiente, i progetti restano sulla carta. E la carta, nella pubblica amministrazione, è un habitat naturale: si riproduce da sola.
Statuto, Polizia provinciale e nuova struttura
Nel semestre esaminato, il Libero Consorzio ha lavorato anche sul proprio assetto istituzionale. L’Assemblea dei sindaci ha approvato lo schema di modifiche allo Statuto, su proposta votata all’unanimità dal Consiglio provinciale. Tra le novità previste ci sono l’istituzione del Corpo di Polizia Provinciale e l’introduzione di due figure: il vice Segretario generale e il Direttore generale.
È un altro tassello del tentativo di riorganizzare l’Ente dopo la lunga parentesi commissariale. Anche qui, però, il giudizio si misurerà sui risultati: meno burocrazia interna, più capacità di intervento fuori dal Palazzo.
Piano strategico e KPMG
Tra le iniziative richiamate nella relazione semestrale c’è anche il Piano Strategico per lo sviluppo del territorio trapanese. Dopo il confronto con sindacati e organizzazioni di categoria, il Libero Consorzio ha affidato a KPMG Advisory un incarico di supporto specialistico per la programmazione strategica.
Quinci precisa che non si tratta di una “delega in bianco”, ma di uno strumento tecnico per mettere insieme priorità, proposte e compatibilità finanziarie. È un passaggio delicato. La provincia di Trapani ha già conosciuto troppi piani, tavoli, cabine di regia, documenti e visioni. Alcuni utili, altri finiti nella nobile categoria dei faldoni ben rilegati. Stavolta la differenza la farà la capacità di trasformare il Piano in scelte, cronoprogrammi, opere, responsabilità.
La sfida: dalla solidità alla velocità
Il rendiconto 2025 consegna al Libero Consorzio di Trapani una fotografia finanziaria positiva. Cassa forte, nessun indebitamento, investimenti in aumento, pagamenti rapidi. Non è poco. Anzi, dopo anni di incertezza istituzionale, è un punto di partenza importante.
Ma è appunto un punto di partenza. Il territorio non giudicherà il Libero Consorzio dalla qualità dei prospetti contabili, né dalla correttezza delle procedure BDAP, pure richiamate nella relazione come buona pratica amministrativa. Lo giudicherà dalle strade, dalle scuole, dalla manutenzione, dalla capacità di essere davvero l’ente di area vasta che coordina, programma e interviene.
I soldi ci sono. I conti pure. Ora viene la parte difficile: spenderli bene, spenderli presto, spenderli dove servono.
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