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11/05/2026 06:00:00

Trapani, i droni del Comune ora controlleranno anche traffico e territorio

A Trapani i droni del Comune cambiano funzione. Non serviranno più soltanto a beccare chi scarica rifiuti in periferia o accanto ai cassonetti. Adesso diventano uno strumento fisso di controllo del territorio.

 

È questa la vera novità contenuta nella nuova determina con cui Palazzo d’Alì ha deciso di prorogare e finanziare ancora il servizio di sorveglianza aerea affidato all’associazione OVPC Fly Team Onlus.

 

Finora il drone era stato raccontato soprattutto come arma contro le mini discariche abusive. Ma nelle nuove carte il Comune allarga apertamente il campo d’azione. Si parla infatti di:

 

  • controllo del territorio;
  • sicurezza stradale;
  • tutela ambientale;
  • mappatura di aree da monitorare;
  • supporto operativo alla Polizia Locale.

 

La decisione arriva in un momento particolare. Il Comune è ancora in gestione provvisoria perché il bilancio 2026-2028 non è stato approvato. In questa fase normalmente si possono finanziare soltanto servizi considerati indispensabili. E Palazzo d’Alì inserisce proprio il monitoraggio con droni tra le attività ritenute necessarie.

 

Per questo la convenzione viene prorogata e vengono stanziati altri soldi: 1.303 euro per nuove attività di controllo e rilievo video-aereo.

 

Il drone quindi non verrà usato soltanto dopo che nasce una discarica abusiva. Il Comune vuole utilizzarlo anche prima, per osservare, mappare e controllare alcune aree considerate sensibili.

 

La nuova attività riguarderà soprattutto una vasta zona di via Libica, dove saranno monitorati oltre 10 mila metri quadrati di territorio.

 

Ma perché il Comune insiste così tanto sui droni?

 

La risposta sta nei numeri della Polizia Locale. Nel 2025 i reati ambientali contestati sono passati da 31 a 46. Le discariche abusive individuate sono aumentate da 15 a 19. Ma soprattutto sono quasi triplicati i veicoli identificati grazie a telecamere, E-Killer e droni: da 15 a 46 in un solo anno.

 

Per Palazzo d’Alì il sistema funziona. E infatti non viene più considerato un progetto sperimentale.

 

C’è anche un altro problema: le pattuglie sono poche. La Polizia Locale di Trapani conta 35 unità operative per una città di circa 67 mila abitanti e nel 2025 ha gestito oltre 7 mila segnalazioni.

 

Ed è qui che il drone diventa importante. Non sostituisce gli agenti, ma permette di controllare dall’alto aree periferiche, strade isolate e zone difficili da raggiungere senza dover inviare subito una pattuglia.

 

In pratica il Comune punta a vedere prima cosa succede e intervenire dopo, quando il problema è già individuato.

 



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