Non una semplice stele isolata. Non un’installazione temporanea. Ma un vero e proprio spazio simbolico in continua espansione.
Dopo l’articolo pubblicato da Tp24 nei giorni scorsi, emergono nuovi dettagli sulla curiosa — e controversa — vicenda dell’“altare rurale” comparso nella zona dello Stagnone, a Marsala, nei pressi dell’imbarcadero per Mozia. E soprattutto aumentano le strutture.
Le nuove fotografie che pubblichiamo mostrano infatti altre lapidi, pannelli e iscrizioni collocate lungo il terreno. Un insieme sempre più articolato di stele incise con messaggi pseudo-religiosi, riferimenti spirituali, frasi filosofiche e latino maccheronico che continua a incuriosire — e a far discutere — residenti e turisti.
“In zona lo conoscono tutti”
Tp24 ha raccolto diverse testimonianze nella zona di contrada Spagnola. L’autore dell’iniziativa sarebbe ben conosciuto dai residenti. I terreni, secondo quanto riferito da più persone, sarebbero di sua proprietà.
Non solo. La struttura avrebbe ormai una doppia esposizione: una verso l’area dello Stagnone e una ben visibile dalla strada statale, quasi come un grande manifesto spirituale permanente.
Secondo quanto raccontano alcuni abitanti della zona, attorno a lui vivrebbe anche una piccola comunità composta da circa dieci persone.
Le voci sulla comunità religiosa
Tra le tante voci che circolano, c’è anche chi lo descrive come simpatizzante di ambienti evangelisti. Al momento, però, non risultano collegamenti ufficiali con alcuna confessione religiosa organizzata né con enti ecclesiastici riconosciuti.
I testi incisi sulle lapidi continuano infatti a mescolare riferimenti cristiani, formule inventate, spiritualismo personale e richiami cosmici difficili da ricondurre a una precisa dottrina religiosa.
Più che a una tradizione liturgica, sembrano appartenere a una personale visione mistica trasformata in pietra.
Il vero tema resta uno: si può fare?
Al netto della curiosità folkloristica — che sui social ha già prodotto meme, ironie e commenti divertiti — la questione resta soprattutto urbanistica e ambientale.
L’area dello Stagnone è sottoposta a vincoli paesaggistici molto rigidi. E le strutture fotografate, ormai numerose e stabilmente collocate sul terreno, pongono inevitabilmente interrogativi sulle autorizzazioni necessarie.
Chi doveva controllare? Esistono permessi? Si tratta di opere considerate arredo privato o vere e proprie costruzioni?
Domande che, per ora, restano senza risposta. Intanto però le “lapidi mistiche” continuano ad aumentare.