La Procura di Trapani ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che di fatto apre la strada a una possibile richiesta di rinvio a giudizio per cinque persone coinvolte nell’inchiesta sulla presunta truffa ai danni di alcuni risparmiatori dell’ufficio postale di Erice.
Tra gli indagati figura l’ex direttrice dell’ufficio postale, Antonella Amico, già licenziata da Poste Italiane dopo l’emersione della vicenda. Insieme a lei risultano indagate anche la madre, Anna Maria Gammicchia, oltre ad Antonella Messina, Salvatore Messina e Giuseppe Cicala.
L’inchiesta, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, aveva portato nei mesi scorsi alla scoperta di un presunto sistema attraverso il quale sarebbero stati sottratti ingenti risparmi a diversi clienti dell’ufficio postale. Secondo gli investigatori, l’ammontare complessivo delle somme sparite si aggirerebbe intorno agli 800 mila euro.
A febbraio era stato eseguito anche un sequestro preventivo “per equivalente”, disposto dal Gip, nei confronti dell’ex direttrice, considerata dagli inquirenti il fulcro della presunta truffa che avrebbe coinvolto almeno dodici risparmiatori.
Le contestazioni riguardano un arco temporale compreso tra il 2019 e il 2024. Per l’accusa, attraverso operazioni non autorizzate sarebbero stati svuotati libretti postali e conti correnti intestati ai clienti.
Le indagini presero avvio dopo la segnalazione di uno dei correntisti, insospettito da alcune anomalie riscontrate nel proprio libretto postale. L’uomo si rivolse alla Guardia di Finanza per verificare se si trattasse di semplici errori contabili o di qualcosa di più grave. Da quel primo esposto sarebbe poi emerso il quadro investigativo che ha portato all’attuale chiusura delle indagini.