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18/05/2026 07:42:00

Treni cancellati, passaggi a livello in tilt e pendolari esasperati: “Non ne possiamo più”

Treni soppressi, convogli pieni, passaggi a livello bloccati e pendolari lasciati, ancora una volta, a fare i conti con ritardi e disagi. Sulla linea ferroviaria Castelvetrano–Mazara–Marsala–Trapani la pazienza è ormai finita. E quando la pazienza finisce, arrivano le lettere alla redazione. Stavolta non una, ma due. Stesso giorno, stesso copione: viaggiare diventa un’odissea.

La mattinata di giovedì 14 maggio è stata l’ennesima da dimenticare per chi si sposta in treno nella provincia di Trapani. Un lettore segnala un guasto a un passaggio a livello a Marsala e la cancellazione del treno delle 6:55. Il risultato, facilmente prevedibile, è stato il sovraffollamento del convoglio successivo delle 7:25.

Ma non è finita lì. Lo stesso treno è rimasto poi fermo nei pressi di Marausa, ancora una volta per un problema a un passaggio a livello: un’auto sarebbe rimasta incastrata tra le sbarre e i binari. Una scena che, purtroppo, non sorprende più nessuno. E questo è forse l’aspetto peggiore.

 

“Paghiamo l’abbonamento per un disservizio”

 

A raccontare la stessa mattinata è anche Jessica, pendolare della tratta Castelvetrano-Trapani. La sua denuncia è netta: “Scrivo mossa dall’esasperazione, facendomi portavoce di centinaia di pendolari, lavoratori, studenti e cittadini”.

Secondo quanto riferisce, il treno partito alle 6 da Castelvetrano sarebbe stato soppresso alla stazione di Mazara del Vallo. Tutti i passeggeri sono stati costretti ad attendere il convoglio successivo delle 7:52, già carico oltre misura. Poi il nuovo stop, in zona Salina Grande, per oltre mezz’ora, a causa dell’auto rimasta bloccata sotto le sbarre di un passaggio a livello.

“Eravamo fermi in mezzo al nulla, con gente seduta sui gradini e accalcata nei corridoi”, racconta la pendolare. Una fotografia, purtroppo non solo metaforica, delle condizioni in cui viaggiano ogni giorno studenti e lavoratori.

 

Non solo treni: si blocca anche la viabilità

 

Il problema non riguarda soltanto chi prende il treno. Quando i passaggi a livello si guastano o restano chiusi a lungo, si paralizzano anche le strade. Auto in fila, genitori in ritardo per accompagnare i figli a scuola, lavoratori bloccati, città e frazioni ostaggio di un sistema fragile.

“Paghiamo regolarmente un abbonamento mensile per un disservizio che va avanti da anni”, scrive ancora Jessica. “È accettabile che nel 2026 un intero territorio debba vivere in balia di queste inefficienze?”.

 

La rabbia dei pendolari

 

In un’altra segnalazione arrivata a Tp24, un lettore arriva a proporre una forma estrema di protesta: invitare i pendolari marsalesi e i loro familiari a non andare a votare e a restituire le tessere elettorali. Una provocazione, certo. Ma è il termometro di un malessere reale.

C’è poi il tema della sicurezza. Chi tenta di attraversare un passaggio a livello mentre le sbarre si stanno chiudendo mette a rischio sé stesso, i passeggeri dei treni e un intero servizio pubblico. Servono controlli, sanzioni, responsabilità. Ma serve soprattutto un sistema che funzioni.

Perché qui non siamo davanti al disagio occasionale. Siamo davanti a una routine. E quando un disservizio diventa abitudine, il problema non è più il singolo guasto. È l’abbandono di un territorio intero.