×
 
 
18/05/2026 14:39:00

La Sicilia perde 123 bidelli

A settembre le scuole siciliane rischiano di riaprire con meno collaboratori scolastici, più corridoi da controllare, più plessi da tenere in piedi e la solita magia richiesta ai dirigenti: far quadrare i conti con quello che non c’è.

Secondo la bozza del decreto interministeriale sugli organici Ata 2026/2027, alla Sicilia toccherà un taglio di 123 posti di collaboratore scolastico. Il dato rientra nella riduzione nazionale di 2.174 unità, prevista dalla legge di bilancio e illustrata nei giorni scorsi dal Ministero ai sindacati.

 

Il taglio in Sicilia

 

Dal prossimo anno scolastico l’organico di diritto dei collaboratori scolastici nell’Isola dovrebbe fermarsi a 12.101 posti. Erano 12.311 nell’anno scolastico 2021/2022, 12.542 dieci anni fa. In pratica, in un decennio si sono persi 441 posti.

Il governo giustifica la stretta anche con il calo degli alunni. Ma nelle scuole il problema non è solo quanti studenti entrano in classe. Il punto è quanti edifici bisogna aprire ogni mattina, quanti ingressi vanno controllati, quanti bagni puliti, quanti corridoi sorvegliati, quanti alunni fragili assistiti.

Un plesso resta un plesso anche se ha meno iscritti. E qualcuno deve comunque aprirlo, custodirlo, pulirlo, renderlo sicuro.

 

Il rischio per gli alunni disabili

 

Il taglio non riguarda solo il personale. Riguarda il funzionamento quotidiano della scuola. E può avere conseguenze pesanti anche per gli alunni con disabilità.

Da alcuni anni l’assistenza materiale e igienico-sanitaria agli alunni disabili è affidata allo Stato attraverso il personale Ata, in particolare i collaboratori scolastici. Meno personale significa più difficoltà nel garantire un servizio essenziale. L’inclusione, insomma, rischia di restare una bella parola nei documenti ministeriali e una fatica quotidiana nei corridoi.

Già lo scorso settembre molti presidi siciliani hanno dovuto fare i salti mortali per coprire tutte le postazioni. Sono serviti posti in deroga per consentire l’apertura dei plessi. Anche quest’anno si rischia lo stesso copione: uffici ministeriali chiamati a contenere le assegnazioni, scuole che chiedono personale, sindacati che raccolgono l’allarme dei dirigenti.

 

 

Il decreto non è ancora definitivo. Ma la strada sembra segnata. E così, mentre si parla di scuola digitale, autonomia, innovazione e inclusione, a settembre il problema potrebbe essere molto più semplice: chi apre il cancello, chi sorveglia i corridoi, chi accompagna un alunno disabile, chi tiene in piedi la scuola reale. Quella che non sta nelle slide.

 

 

 

 

 

 

 



Scuola | 2026-05-18 14:39:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/18-05-2026/1779108083-0-la-sicilia-perde-123-bidelli.jpg

La Sicilia perde 123 bidelli

A settembre le scuole siciliane rischiano di riaprire con meno collaboratori scolastici, più corridoi da controllare, più plessi da tenere in piedi e la solita magia richiesta ai dirigenti: far quadrare i conti con quello che non...