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19/05/2026 19:20:00

“Rita Atria paghi il canone Rai”, ma la verità è un’altra: la richiesta per l’associazione

Ha fatto rapidamente il giro dei social e dei giornale la notizia secondo cui la Rai avrebbe inviato una richiesta di pagamento del canone a Rita Atria, la giovane testimone di giustizia morta nel 1992. Una vicenda rilanciata da tanti giornali, qui l'articolo,  ma le cose, sembra che la verità sia un'altra.

La richiesta, infatti, non era indirizzata alla testimone di giustizia, bensì all’“Associazione Antimafie Rita Atria”, che ha poi diffuso la vicenda presentandola come se l’avviso fosse stato recapitato direttamente alla ragazza simbolo della lotta alla mafia. Una ricostruzione che in poche ore è stata ripresa da numerosi siti e pagine social, spesso senza alcuna verifica.

 

A chiarire la situazione è stata la stessa Rai, con una nota nella quale specifica che si tratta del cosiddetto “canone speciale”, previsto per associazioni, enti e attività che detengono apparecchi televisivi o assimilabili. Nulla a che vedere, quindi, con il canone ordinario destinato alle persone fisiche.

Situazioni del genere, peraltro, non sono rare. Può accadere infatti che vengano inviati avvisi automatici quando una sede legale coincide con un’abitazione privata o quando risultano intestazioni non aggiornate. In molti casi basta una comunicazione via PEC per chiarire la posizione ed evitare ulteriori richieste.

 

Il caso, però, riapre il tema della superficialità con cui spesso certe notizie vengono rilanciate online. Bastava verificare il contenuto dell’avviso o attendere il chiarimento ufficiale della Rai per evitare di trasformare una comunicazione amministrativa destinata a un’associazione in una presunta richiesta di pagamento rivolta a una persona morta da oltre trent’anni. La Rai avrà certamente molti problemi, ma non invia cartelle o avvisi di pagamento ai defunti.