Anche la UIL interviene in merito ai cantieri della BRT, denunciando le pesanti ricadute sulla vita quotidiana di lavoratori, pendolari e attività commerciali dell’area portuale e del centro storico.
A parlare è il segretario generale Tommaso Macaddino, che punta l’attenzione soprattutto sulla gestione della mobilità durante i lavori in via Ammiraglio Staiti, uno dei nodi più delicati della città, già segnato da traffico intenso, collegamenti con il porto e presenza di scuole e uffici pubblici.
“Pur accogliendo con favore gli interventi di miglioramento urbano, questo sindacato esprime forte preoccupazione per le pesanti ricadute che i lavori stanno avendo sulla quotidianità di centinaia di lavoratori, pendolari e operatori commerciali”, afferma Macaddino.
La UIL chiarisce di non contestare il progetto del Bus Rapid Transit, considerato “necessario per lo sviluppo e il decoro di Trapani”, ma contesta l’assenza di una pianificazione capace di limitare i disagi nella fase esecutiva dei cantieri.
Nel dettaglio, il sindacato segnala fermate soppresse senza indicazioni temporanee adeguate, traffico congestionato, ritardi continui nei collegamenti e difficoltà crescenti nel reperire parcheggi, aggravate dallo stop al rilascio e al rinnovo degli abbonamenti per le strisce blu della Zona C.
“Riceviamo continuamente segnalazioni di pesanti disservizi – continua Macaddino – Una cronica mancanza di informazioni tempestive lascia a terra decine di utenti e rende ormai impossibile raggiungere i posti di lavoro con puntualità”.
La UIL chiede quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto con il Comune di Trapani e con ATM Trapani per individuare correttivi rapidi sulla gestione della mobilità nel centro storico.
La protesta sindacale si inserisce in un clima già molto teso attorno al progetto del BRT, infrastruttura finanziata con fondi PNRR e presentata dall’amministrazione Tranchida come una delle principali opere di trasformazione urbana degli ultimi anni. Il sistema prevede una linea di bus veloci lunga circa 4,5 chilometri con corsie dedicate tra porto, via Fardella e centro storico.
Ma proprio l’avvio dei cantieri lungo via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena ha fatto esplodere polemiche e proteste. Negli ultimi mesi numerose sono state le segnalazioni di cittadini, commercianti e residenti che denunciano traffico paralizzato, riduzione degli stalli di sosta, deviazioni improvvise e difficoltà perfino per il transito dei mezzi di soccorso.
Il Comune ha provato a correre ai ripari istituendo un “Centro di ascolto permanente” sui cantieri BRT, annunciato dal sindaco Giacomo Tranchida dopo settimane di tensioni e proteste pubbliche. Tra le misure allo studio anche la revisione temporanea della gestione dei parcheggi e alcune modifiche alla disciplina della sosta nel centro storico.
Nelle scorse settimane anche il personale scolastico degli istituti del centro storico aveva denunciato le difficoltà legate ai cantieri e alla sospensione degli abbonamenti agevolati per le strisce blu, evidenziando il rischio che le limitazioni alla mobilità privata procedano più velocemente del potenziamento reale del trasporto pubblico.
Il BRT, nato come simbolo della Trapani “europea” e sostenibile immaginata dall’amministrazione comunale, si sta così trasformando sempre più in un terreno di scontro politico e sociale.
Da una parte Palazzo d’Alì difende il progetto come infrastruttura strategica per modernizzare la mobilità urbana e ridurre traffico ed emissioni; dall’altra cresce il fronte di chi teme che la città stia pagando un prezzo troppo alto in termini di accessibilità, vivibilità e impatto economico durante la lunga stagione dei cantieri.