Gentile direttore di TP24,
siamo Francesco ed Eleonora, una giovane famiglia di Marsala, genitori di due bambini piccoli di uno e due anni. Scriviamo questa lettera perché sentiamo il bisogno di essere ascoltati, non solo come cittadini, ma come madre e padre che cercano semplicemente una vita normale per i propri figli.
Nel 2024 abbiamo presentato domanda per il Social Housing di Amabilina. In quel momento ci era stato detto di stare tranquilli, che probabilmente la nostra richiesta sarebbe stata accolta. Successivamente, però, ci è stato comunicato che non rientravamo nella graduatoria a causa dell’ISEE.
Non ci siamo arresi. A inizio 2026 abbiamo quindi presentato una nuova domanda per il Social Housing di Sappusi. La scadenza era il 28 febbraio. Da allora sono passati mesi e ancora oggi non abbiamo ricevuto risposte certe. Prima ci è stato detto che la graduatoria sarebbe uscita a marzo, poi ad aprile, e ora siamo a maggio senza sapere nulla del nostro futuro.
Ogni giorno veniamo rimbalzati da un ufficio all’altro: dal Comune ai servizi sociali, dai servizi sociali di nuovo al Comune, fino al Sindaco. L’unica persona che concretamente sta cercando di aiutarci è il consigliere Massimo Fernandez, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata.
Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto una casa.
Viviamo da circa tre anni a casa di mio suocero. Siamo grati per l’aiuto che riceviamo dai nostri genitori, ma una famiglia con due bambini piccoli ha bisogno dei propri spazi, della propria dignità e della possibilità di costruire serenamente la propria quotidianità. I nostri figli non possono continuare a crescere senza una casa stabile.
Trovare un affitto a Marsala è diventato quasi impossibile. Appena i proprietari sentono che abbiamo due bambini piccoli, spesso ci chiudono la porta in faccia. E quando un appartamento si trova, vengono chiesti anche 500 euro al mese per bilocali di appena 40 metri quadri, cifre insostenibili per chi vive una situazione fragile.
Io, Francesco, ho problemi alla schiena da anni e questo limita molto le possibilità lavorative. Mia moglie Eleonora, che ha 30 anni, oggi si occupa completamente dei bambini e al momento non può lavorare. Uno dei nostri figli non sviluppa il senso del pericolo e necessita di attenzione continua. Noi non gli facciamo mancare amore, cure e presenza, ma abbiamo bisogno di condizioni dignitose per crescerli.
Siamo stanchi delle promesse e delle attese senza risposte. Sette appartamenti destinati a famiglie non possono trasformarsi nell’ennesima speranza sospesa per chi vive un’emergenza abitativa reale.
Ci appelliamo all’Amministrazione Comunale di Marsala affinché venga fatta chiarezza sulla graduatoria del Social Housing di Sappusi e affinché le famiglie che vivono situazioni difficili non vengano lasciate nell’incertezza per mesi.
Dietro ogni pratica ci sono persone vere, bambini veri, famiglie vere.
Noi chiediamo soltanto il diritto a una vita normale: una casa dove i nostri figli possano crescere sereni, giocare, avere i loro spazi e sentirsi finalmente al sicuro.
Se continueremo a non ricevere risposte, saremo costretti a far sentire pubblicamente la nostra protesta, perché quando una famiglia non viene ascoltata, il silenzio diventa insopportabile.
Francesco ed Eleonora
Cittadini Marsalesi