Primo ingresso ufficiale nel carcere di Trapani per la nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune, l’avvocata Francesca Di Caro. La visita istituzionale alla Casa Circondariale Pietro Cerulli ha rappresentato l’avvio concreto dell’attività di ascolto e monitoraggio all’interno dell’istituto penitenziario.
Ad accoglierla sono stati la direttrice della struttura, la dottoressa Gennai, insieme al personale amministrativo, agli operatori dell’area educativa-trattamentale e alla Polizia Penitenziaria. Un incontro avvenuto, si legge nella nota diffusa dalla Garante, in un clima di piena collaborazione.
La visita è servita a raccogliere le prime segnalazioni da parte della popolazione detenuta e a fotografare le principali criticità del “Pietro Cerulli”, carcere che da anni convive con problemi comuni a molte strutture penitenziarie italiane: sovraffollamento, carenze strutturali e difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari.
Secondo quanto emerso dai colloqui, all’interno dell’istituto convivono sezioni recentemente ristrutturate e aree che invece necessitano di interventi urgenti. Alcuni detenuti avrebbero segnalato problemi di manutenzione nelle celle, con disagi legati alle condizioni degli ambienti.
Uno dei temi più delicati resta però quello sanitario. La Garante parla di “liste d’attesa critiche e prolungate” per l’accesso alle visite specialistiche, con particolare riferimento alle cure oculistiche.
Una situazione che si inserisce nel più ampio quadro delle difficoltà della sanità penitenziaria italiana, spesso segnata da carenza di personale medico e tempi lunghi per esami e visite.
Con l’arrivo dell’estate, inoltre, rischia di ridursi ulteriormente il numero delle attività trattamentali.
La sospensione dei corsi scolastici e professionali durante i mesi estivi lascia infatti scoperti molti momenti della giornata dei detenuti. Per questo Di Caro ha lanciato un appello alle associazioni di volontariato e al terzo settore del territorio affinché supportino il carcere con iniziative e attività.
Tra le questioni affrontate anche quella dei documenti d’identità. Diversi detenuti, provenienti da vari Comuni siciliani, avrebbero documenti scaduti o ancora cartacei. Il passaggio alla Carta d’Identità Elettronica, spiegano dalla Garante, starebbe creando difficoltà nei rinnovi, con conseguenze dirette sull’esercizio di alcuni diritti civili.
“La realtà del Pietro Cerulli è complessa e sfaccettata”, ha dichiarato Francesca Di Caro. “Parlare di diritti dei detenuti significa parlare di diritti umani. Sono temi che devono restare stabilmente nel dibattito politico di uno Stato democratico”.
La Garante ha inoltre ringraziato Associazione Antigone per il lavoro di monitoraggio svolto negli istituti penitenziari italiani, ribadendo l’impegno a mantenere un dialogo costante tra carcere e società civile.