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22/05/2026 06:00:00

Salvini sbarca a Marsala tra promesse e propaganda: “Ponte, porto e infrastrutture”

Matteo Salvini è arrivato a Marsala atterrando a Birgi con un volo da Bergamo. Poi il trasferimento alle Saline Genna: auto, vista mare, percorso comodo. Almeno fino a un certo punto.

Perché dopo la tappa marsalese il leader della Lega avrebbe raggiunto Agrigento per poi proseguire verso la parte orientale dell’Isola. E lì, inevitabilmente, il viaggio cambia volto: strade dissestate, collegamenti lenti, cantieri eterni, una rete infrastrutturale che continua a raccontare il Medioevo siciliano. Una realtà che questo governo regionale non ha certo migliorato, limitandosi spesso a rinviare ogni opera al futuro. Per il presidente Renato Schifani, però, va tutto bene: la Sicilia cresce.

E naturalmente, dal palco marsalese a sostegno della candidatura a sindaco di Giulia Adamo, è tornato il grande classico: il Ponte sullo Stretto si farà. E pure il porto di Marsala.

La Lega promette ancora una volta. E la commissaria provinciale del partito ha rivendicato l’importanza di votare il Carroccio, “fatto di donne e uomini che hanno scelto quella bandiera”, ammettendo implicitamente quanto sia difficile radicarsi in Sicilia, ma indicando l’obiettivo: diventare il primo partito della coalizione di centrodestra.

 

Apparato e volti noti

Ad ascoltare Salvini c’era molta gente, ma soprattutto gente d’apparato: candidati, dirigenti, amministratori, fedelissimi. Più classe politica che cittadini comuni.

C’erano pezzi di Democrazia Cristiana approdati altrove, come Vito Gancitano a Mazara, oggi nella Lega. Sul palco anche il sindaco di Gibellina, candidato al terzo mandato, accanto a Mimmo Turano. E poi Simona Mannina, suo padre Vito, Duilio Pecorella. Volti noti, abituati a stare un po’ qua e un po’ là, seguendo gli equilibri del momento. Sempre alla ricerca di un riferimento forte, di un padrino politico.

 

Luoghi comuni e tiritere

Salvini non rinuncia mai al suo repertorio: immigrati, sicurezza, porti, accoglienza. Gli immigrati vanno accolti solo se si comportano bene, la Sicilia non può accoglierli tutti. Più che il concetto, è il modo in cui viene esposto a creare distanza, persino tra i curiosi presenti.

Poi il capitolo infrastrutture: ammodernamento ferroviario, nuove reti, sviluppo. Tutto annunciato in maniera generica, senza tempi certi, cifre precise, tratte definite. Un elenco di intenzioni più che un cronoprogramma. Una speranza affidata ai microfoni, mentre la realtà quotidiana dei trasporti siciliani resta immobile.

 

 

 

Giulia Adamo: possibile non accorgersene?

La domanda finale riguarda proprio la candidata sindaco. Possibile non accorgersi che nei comizi dei leader nazionali i cittadini veri siano pochissimi?

Che a riempire gli eventi siano soprattutto candidati, sostenitori, addetti ai lavori, apparati di partito? Sempre gli stessi volti, gli stessi gruppi, le stesse dinamiche. Più che consenso popolare sembra una festa itinerante a numero chiuso. Ma il consenso, quello reale, è un’altra cosa.

 

 

Barbagallo (PD): “Bufale”

Il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, replicando alle dichiarazioni rilasciate dal ministro delle Infrastrutture, ha sottolineato: “A Salvini non resta che fare erigere un Arco di trionfo sotto il Tempio della Concordia ad imperitura memoria delle sue solenni promesse, leggasi bufale, nate dal suo noto e profondo orgoglio siciliano. Che ha avuto l’ardore di ribadire anche oggi nel suo tour elettorale mordi e fuggi: l’aeroporto ad Agrigento, il porto a Marsala e il Ponte sullo Stretto a Messina, per complessivi 50 miliardi che, a suo dire, il ministero delle Infrastrutture ha investito in Sicilia. Tutte bufale”.

“Lo sappiamo noi e lo sanno i siciliani – aggiunge – che ogni giorno percorrono autostrade colabrodo o che impiegano quattro ore, con un cambio, per percorrere in treno i 100 chilometri tra Trapani e Palermo e oltre sette ore da Palermo a Ragusa”.

“I siciliani aspettano il completamento del tratto Modica-Scicli, che il Pd al governo ha finanziato e che la coppia Salvini-Fitto ha definanziato, lasciando in alto mare l’autostrada Siracusa-Gela. Restano inoltre un miraggio il nodo Catania con la fermata Duomo e il completamento della metropolitana di Catania. Salvini su tutto questo tace perché, anziché fare il ministro delle Infrastrutture, fa il ministro della propaganda”.

 



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