Il confronto tra i quattro candidati a sindaco di Marsala organizzato da Tp24 ha restituito la postura definitiva di una campagna elettorale ormai agli sgoccioli e ha fatto correre la memoria al film iconico Pulp Fiction di Quentin Tarantino. Il titolo aiuta a cristallizzare la propaganda elargita: “Pulp” — polpa informe — e “Fiction” — invenzione, racconto. Lo stesso Tarantino, fin dall’intestazione del lungometraggio, chiarisce l’intenzione di raccontare la sua storia attraverso uno stile esagerato e sensazionalistico, tipico della narrativa di consumo.
Adamo, Patti, Grillo e Curatolo hanno impostato l’estetica del confronto proprio come nel film, spettacolarizzando anche argomenti banali e quotidiani. Emblematico il momento in cui Patti ha ricordato ad Adamo che, da ex presidente della Provincia di Trapani, cantava “chi non salta trapanese è”, oppure quando Grillo ha accusato Patti di essere “l’utile idiota” di Safina e Tranchida, dal momento che il rapporto politico con i due esponenti di primo piano del PD provinciale rientra pienamente nell’ordine dei fatti.
L’essenza amorfa è rappresentata dalla coalizione del centrosinistra, che ha amalgamato sinistra radicale e ambientalista con destra liberista ed esponenti provenienti da Fratelli d’Italia, il tutto narrato in nome del civismo.
Grillo, con le sue opere “strabilianti”, inaugurate finanche due volte ma non concluse, veste i panni del signor Wolf che risolve problemi. Racconta di avere dovuto ricostruire da zero la macchina amministrativa e, come ne Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, chiede la riconferma nell’attesa di un evento straordinario che possa finalmente dare un senso compiuto alla sua sindacatura: il raduno dei Bersaglieri, presentato come tale ma rivelatosi, nei fatti, deludente rispetto alle aspettative.
Adamo, quanto a iperboli, è stato straordinario nel descrivere una Marsala del futuro prossimo simile a Parigi: Porta Mazara diventerà Place de la Concorde, il Cassero gli Champs-Élysées e Porta Nuova l’Arc de Triomphe. Il porto, ovviamente, verrà realizzato sulla Senna.
Curatolo, invece, è John Travolta alias Vincent Vega, invitato al celebre ballo — quello delle elezioni — con Uma Thurman, ovvero Mia Wallace, moglie del centrodestra.
Il cinema diventa così metafora della campagna elettorale per le amministrative di Marsala di domenica e lunedì perché, a detta di moltissimi, tanto tra gli aspiranti a Palazzo Spagnolo quanto tra quelli di Sala delle Lapidi, il dibattito si è concentrato soprattutto sulla denuncia dell’assenza di servizi e delle infrastrutture fatiscenti, mentre le soluzioni proposte sono apparse poche e, in alcuni casi, irrealizzabili.
Inoltre, più che il confronto critico — legittimo — si è registrata un’aggressività verbale eccessiva, sfociata più volte nell’invettiva. Alla luce dei fatti, non si osa immaginare ciò che potrebbe accadere in caso di ballottaggio.
Vittorio Alfieri