L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro — art. 1 della Costituzione. L'ennesima crisi aziendale che stanno vivendo, in questi giorni, i dipendenti dell'Electrolux riporta all'attenzione dell'agenda politica il tema del lavoro. Nella fattispecie, la multinazionale svedese ha annunciato la presenza di 1.700 esuberi su un totale nazionale di 4.500 addetti. Nessuno stabilimento in Italia sarà escluso dalla riduzione di personale. In particolare, è stata annunciata la chiusura dell'impianto di Cerreto d’Esi (AN), in cui operano 170 lavoratori.
L'emergenza riguarda l’intero settore della produzione di apparecchi domestici. Appena due anni fa, senza andare troppo indietro nel tempo, interessò Beko Group-Whirlpool, con l'annuncio della chiusura di tre siti in Italia, situazione poi mitigata dall'intervento del Mimit — Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Motivazioni, le classiche: concorrenza e delocalizzazione, ma con lo spettro reale di realizzare maggior profitto, senza dimenticare gli aiuti di Stato, con risorse aggiuntive per fare fronte ai lucchetti attraverso gli ammortizzatori sociali.
E questo concerne il lavoro negato; poi esiste quello povero, dovuto: alle basse retribuzioni orarie, perché molti contratti prevedono paghe che subiscono l'inflazione e la perdita di potere d'acquisto; al precariato; alla bassa intensità lavorativa, ossia l'impiego per pochi mesi all'anno o con orari part-time involontari; alla piaga sociale del lavoro nero.
Marsala si recherà al voto tra pochi giorni, ma l'argomento lavoro, tra i candidati sindaci, è stato sviscerato debolmente. Una premessa: nessun primo cittadino può originare occupazione, ma crearne le condizioni è fattibile. Fondamentale, per questa ragione, sarà la delega al SUAP — Sportello Unico per le Attività Produttive — e, tra i designati assessori, i papabili sono: per Grillo, Salvatore Agate; per Patti, Enrico La Sala; per l’Adamo, tra Benny Musillami e Pasquale Salvatore Angileri; Curatolo potrebbe avocarla.
Dall'outsider Curatolo l'appello più importante ai colleghi durante il dibattito organizzato da Tp24: che i tre non eletti collaborino con il neo sindaco. Rammentando Aristotele, il nuovo primo cittadino dovrà avere, in tutta la sua attività amministrativa — conseguenza di scelte politiche che dovranno tornare a essere il motore della giunta — temperanza, coraggio e generosità, con un'attenzione cogente per il lavoro.
Vittorio Alfieri