Due scuole del territorio hanno concluso i progetti dedicati a Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, con percorsi formativi che hanno unito storia, arte, memoria e strumenti digitali.
All’Istituto comprensivo “Di Matteo” di Castelvetrano si è svolto l’evento finale del progetto “Tracce di Futuro: Gibellina attraverso gli occhi degli studenti”, finanziato nell’ambito della circolare regionale dedicata a Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea.
Gli alunni delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado hanno realizzato una mappa interattiva di Gibellina, costruita attraverso attività di ricerca, visite didattiche e documentazione fotografica. La planimetria consente di esplorare i luoghi simbolo della città attraverso QR code, con un itinerario digitale tra installazioni urbane, opere di arte contemporanea e il Cretto di Burri.
Durante la presentazione, gli studenti hanno spiegato le fasi del lavoro e il legame tra arte, memoria e rigenerazione urbana. La dirigente scolastica ha ringraziato studenti, docenti e comunità scolastica: «“Tracce di Futuro” è la prova che, quando si lavora insieme, la cultura diventa davvero un ponte verso il domani».
A Petrosino, invece, si è concluso il progetto “Gibellina Contemporanea: un museo a cielo aperto”, realizzato dall’Istituto comprensivo “Gesualdo Nosengo”, diretto dalla dirigente Maria Luisa Simanella.
Il percorso ha coinvolto le classi quarte e quinte della scuola primaria e le prime e seconde della secondaria di primo grado. Gli studenti hanno approfondito la storia di Gibellina e il processo di rinascita culturale e artistica seguito al terremoto del 1968, lavorando su produzioni creative ispirate ai luoghi e alle opere della città.
Il progetto si è concluso con una mostra finale e un’installazione artistica, momento di restituzione del lavoro svolto durante le attività. L’iniziativa ha coinvolto tutor, esperti, docenti, famiglie e personale scolastico.
Entrambi i percorsi confermano il ruolo della scuola nella valorizzazione del territorio e nella trasmissione della memoria, usando l’arte contemporanea come strumento per leggere la storia del Belice e la rinascita di Gibellina.