Per la collana “Lithos” di Roma, Antonino Contiliano pubblica il volume Per una critica dell’economia poetica dell’io. Soggettività collettiva, poesia antagonista e intelligenza artificiale (Lithos, maggio 2026, pp. 216, €18). Il saggio è introdotto da Francesca Medaglia, ricercatrice in Critica letteraria e Letterature comparate presso il Dipartimento di Lettere e Culture Moderne della Sapienza Università di Roma.
L’uscita del libro segue il riconoscimento ricevuto dall’autore con il premio campano “Una vita dedicata alla poesia” nell’ambito della rassegna Poesia a Napoli 2024-2025. L’opera si inserisce nel dibattito contemporaneo sul capitalismo digitale e sull’intelligenza artificiale, attribuendo alla poesia, all’arte e alla cultura politica una funzione attiva di resistenza e trasformazione.
Nel volume, Contiliano analizza il ruolo delle piattaforme digitali e dell’AI non più come semplici strumenti tecnologici, ma come dispositivi capaci di estrarre emozioni, linguaggi, desideri e relazioni, trasformandoli in valore economico. In questo scenario, la poesia viene proposta come spazio di conflitto estetico e politico, capace di opporsi alla standardizzazione del linguaggio e alla riduzione dell’esperienza umana a dato e merce.
L’autore riflette su un’economia contemporanea che non produce soltanto beni materiali, ma organizza attenzione, affetti e processi cognitivi. Le grandi piattaforme digitali esercitano infatti un potere predittivo e manipolativo che incide sul modo di percepire, conoscere e agire. Emozioni come paura, piacere, fiducia e ironia vengono continuamente profilate e reinserite nei circuiti della produzione economica.
Di fronte a questa trasformazione, il libro non propone un rifiuto della tecnologia, ma una pratica critica di riappropriazione. La poesia, secondo Contiliano, può intervenire proprio all’interno dei sistemi algoritmici, sabotandone le logiche uniformanti attraverso deviazioni linguistiche, contraddizioni semantiche e sperimentazioni radicali.
Nel saggio riemerge anche l’idea antica di una relazione non separata tra politica, arte e tecnica. Il poeta contemporaneo non è più isolato nella “torre d’avorio”, ma chiamato a confrontarsi con le strutture del capitalismo linguistico-digitale: l’omologazione dei lessici, la serializzazione dei contenuti e la trasformazione del linguaggio in puro segnale informativo.
Attraverso riferimenti teorici a pensatori come Chiara Bottici, Maurice Blanchot e René Char, Contiliano immagina una produzione poetica collettiva e tecno-mediata, capace di costruire economie simboliche alternative alle logiche del profitto e dell’engagement.
L’intelligenza artificiale, in questa prospettiva, non deve sostituire il giudizio umano, ma diventare uno strumento per ampliare il dissenso, mappare i rapporti di potere simbolico e aprire nuove possibilità di libertà espressiva. La poesia, così, torna a essere praxis: un luogo in cui il linguaggio si sottrae alla mercificazione e si trasforma in esercizio di conflitto, immaginazione e trasformazione collettiva.
Il volume è disponibile nelle principali librerie online e sul sito ufficiale di Lithos Libreria Editrice (https://lithoslibreriaeditrice.it).
Giacomo Cuttone