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23/05/2026 06:00:00

Trapani, l’arte degli studenti diventerà una scultura al parco urbano

IIn occasione dei 50 anni del Kiwanis Trapani, al futuro parco urbano di Cappuccinelli, nell’area dell’ex Mattatoio, potrebbe sorgere una scultura destinata a diventare uno dei simboli più forti del nuovo spazio urbano: un bambino che tiene in mano una pallottola come fosse un palloncino. Dentro, però, non c’è aria, ma una città distrutta dalla guerra.

È l’immagine intensa e spiazzante dell’opera “Tra cielo e guerra” di Laila Racelo, vincitrice del concorso promosso dal Kiwanis Club Trapani dedicato ai “Bambini vittime delle guerre”, e che presumibilmente ispirerà la futura installazione pubblica prevista nel nuovo parco urbano che il Comune sta realizzando nel rione Cappuccinelli.

 

Un paradosso visivo potentissimo: l’infanzia che dovrebbe essere gioco e leggerezza e che invece si ritrova a portare il peso della guerra come qualcosa di normale. Un’immagine che richiama la forza emotiva di certa arte contemporanea di denuncia, da Banksy alla street art dedicata ai bambini e ai conflitti, dove oggetti semplici e infantili diventano simboli di dolore, innocenza negata e distruzione.

 

La premiazione si è svolta nella Sala Grande del Complesso San Domenico, davanti agli studenti del Liceo Artistico, ai docenti, alle famiglie e alle autorità cittadine, nell’ambito delle iniziative per il cinquantesimo anniversario del Kiwanis Trapani.

In questo periodo tragico che stiamo vivendo, nel quale non passa giorno senza immagini di morte e sofferenza, abbiamo pensato di dedicare una scultura ai bambini vittime delle guerre” ha detto il presidente del Kiwanis Trapani, architetto Santo Minafò.

 

Minafò ha ringraziato il sindaco Giacomo Tranchida, che ha sostenuto il progetto sin dall’inizio, la dirigente del Liceo Rosina Salvo Giuseppina Messina, i docenti e tutti coloro che hanno accompagnato gli studenti nel percorso creativo: Gaspare Nicosia, Graziella Ingrassia, Rosanna Garaffa, l’artista Giovanna Colomba e il maestro scultore Platimiro Fiorenza, componente della commissione giudicatrice.

 

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche agli sponsor Mauro Cimino e Salvatore Ciaramita Edil Project, che sosterranno la futura realizzazione dell’opera.

Quello che mi ha colpito maggiormente non è stata soltanto la qualità artistica degli elaborati, ma il cuore che i ragazzi hanno messo nelle loro relazioni” ha spiegato Minafò. “Hanno raccontato cosa significa oggi essere bambini e vivere dentro la guerra. Parlano di pace, di cura, di umanità”.

 

L’opera vincitrice, intitolata “Tra cielo e guerra”, immagina una gigantesca pallottola trasformata in palloncino e sorretta da un bambino. Nella relazione allegata al progetto, la studentessa scrive: “Il palloncino è normalmente un simbolo di gioco, leggerezza e felicità infantile. Tuttavia, in questo contesto, si trasforma in qualcosa di pesante e tragico. La guerra diventa parte integrante della vita del bambino, quasi normalizzata”.

Tutti gli studenti partecipanti hanno ricevuto un attestato. “Per noi erano tutti meritevoli” ha sottolineato Minafò, spiegando che il progetto non si fermerà alla premiazione e che l’opera potrà diventare una vera scultura pubblica destinata alla città.

 

Durante il suo intervento, il sindaco Giacomo Tranchida ha ricordato le vittime civili dei bombardamenti che colpirono Trapani durante la guerra e ha proposto che tutte le opere degli studenti vengano pubblicate sul sito del Comune e collegate alla futura scultura attraverso un QR code, così da rendere permanente e accessibile il messaggio dei ragazzi.

 

In ogni opera c’è un messaggio importante ed è giusto che la città possa conoscerlo e custodirlo nel tempo” ha detto il sindaco.

Il secondo premio è stato assegnato a Giuseppe Simento con l’opera “Xuma”, una scultura concettuale sul tempo, sulla guerra e sulla fragilità umana, introdotta da una citazione di Lev Tolstoj: “Togli il sangue dalle vene e versalo dell’acqua al suo posto: allora sì che non ci saranno più guerre”.

 

Terzo premio ex aequo a Vanessa Sinatra con “La caducità del tempo” e a Martina Ferro con “La speranza non muore mai”.

L’opera di Vanessa Sinatra racconta un bambino seduto su un terreno fragile che osserva l’orizzonte mentre tiene un filo sottilissimo che regge una piccola barca di carta. “Il tempo è fragile e fugace” scrive l’autrice, spiegando che quel filo rappresenta una vita sospesa e precaria.

 

Martina Ferro invece ha immaginato due bambini abbracciati tra le macerie di un edificio distrutto. Al centro dell’opera compare una farfalla blu, simbolo di rinascita e libertà. “Anche nei momenti difficili, quando tutto sembra perduto, la speranza può sopravvivere nei gesti più semplici, come un abbraccio o il sogno di un bambino” si legge nella relazione.

Ed è forse questa la forza più autentica dell’iniziativa del Kiwanis Trapani: aver lasciato parlare i ragazzi. Senza retorica. Con il linguaggio dell’arte. Con la sincerità delle emozioni.