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24/05/2026 16:00:00

Trapani, Italia Nostra prova a salvare Casa della Fanciulla e Ospizio

Due edifici storici abbandonati, vandalizzati e in parte devastati dal tempo che potrebbero tornare a vivere invece di continuare a marcire nel degrado. È questo il cuore dell’iniziativa lanciata da Italia Nostra Trapani che il prossimo 28 maggio porterà al Complesso San Domenico un convegno dal titolo “Salviamo la Casa della Fanciulla e l’Ospizio Marino”.
 

L’associazione punta a riaprire il dibattito pubblico sul destino di due strutture simboliche della città, oggi in condizioni critiche tra crolli, incendi, saccheggi e accumuli di rifiuti. Ma soprattutto prova a trasformare la denuncia in proposta concreta: recuperare gli immobili e restituirli alla collettività con nuove funzioni sociali, culturali e universitarie.
 

«L’Ospizio Marino e la Casa della Fanciulla negli ultimi anni sono stati vandalizzati più volte, depredati e parzialmente incendiati», denuncia Antonio Pellegrino, presidente di Italia Nostra Trapani, ricordando anche il crollo di una parte del tetto della Casa della Fanciulla e la presenza di rifiuti e sfabbricidi all’interno della struttura.


Secondo l’associazione, però, non basta mettere in sicurezza gli immobili. Serve una vera rigenerazione urbana e culturale. La proposta è quella di trasformare la Casa della Fanciulla in un centro di relazioni sociali mentre l’Ospizio Marino, anche per la sua posizione tra saline e mare, potrebbe essere utilizzato dal Consorzio universitario per attività legate alla biologia marina e alla ricerca scientifica.


Italia Nostra chiede inoltre che la Regione Siciliana intervenga per sanare le eventuali esposizioni debitorie degli enti proprietari e consenta l’affidamento delle strutture a soggetti in grado di gestirle realmente.


Chi partecipa al convegno


L’appuntamento è fissato per giovedì 28 maggio alle 17.30 nella sala grande del Complesso San Domenico.
 

Previsti i saluti di Filippo De Vincenzi, consigliere delegato del Luglio Musicale Trapanese, del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e del presidente di Italia Nostra Trapani Antonio Pellegrino.

Tra gli interventi annunciati figurano quelli dello stesso Tranchida sugli aspetti storici e giuridici, di Caterina Popolano sull’attuale stato delle strutture e le loro potenzialità, della direttrice dell’Istituto di Biologia Marina del Consorzio Universitario Concetta Messina e del commercialista Gildo La Barbera sulle ipotesi di sviluppo territoriale.


Invitati anche il prefetto Daniela Lupo, il vescovo Pietro Maria Fragnelli, il soprintendente Riccardo Guazzelli e i deputati regionali Giuseppe Bica, Cristina Ciminnisi, Stefano Pellegrino, Dario Safina e Mimmo Turano.


La storia della Casa della Fanciulla


La Casa della Fanciulla, in via Orfane, venne edificata nel XVI secolo per volontà del barone Giacomo Ravidà. Nel Settecento fu ampliata su progetto di Giovanni Biagio Amico. Per secoli ha ospitato una fondazione assistenziale dedicata alle ragazze prive di dote e sostegno familiare.
Nel dopoguerra l’edificio venne utilizzato dal Comune di Trapani come sede dei servizi sociali e di una scuola dell’infanzia. La struttura è stata chiusa definitivamente nel 2003 ed è poi passata all’Ipab “Residence Marino”.


La storia dell’Ospizio Marino


L’Ospizio Marino fu costruito tra saline e mare grazie a una donazione di Antonio Sieri Pepoli per accogliere bambini poveri affetti da patologie curabili con i bagni di mare. I lavori terminarono nel 1915.


Per decenni la struttura ha ospitato attività assistenziali dedicate ai minori, poi è diventata casa di cura per anziani e successivamente centro di accoglienza straordinario per immigrati. Dal 2015 la gestione è passata a commissari regionali mentre nel 2016 è stata avviata la procedura di estinzione dell’Ipab a causa della grave situazione debitoria.