×
 
 
24/05/2026 07:00:00

Il giorno più lungo dell'Handball Erice: le Arpie vedono lo scudetto

C’è un’ora di gioco che può valere una carriera intera, una stagione, un sogno inseguito a lungo e sempre sfuggito sul più bello. Questo pomeriggio, alle 18, l’Handball Erice scende sul parquet di Salerno con un solo, grandissimo obiettivo: cucirsi sul petto il primo, storico scudetto della pallamano femminile trapanese.

In virtù del regolamento della serie le "Arpie" avranno a disposizione due risultati su tre per laurearsi campionesse d'Italia: il titolo arriverà sia con una vittoria che con un pareggio.

Vincere in Campania, però, non è mai una formalità. Di fronte ci sarà un Salerno ferito, con le spalle al muro e abituato a palcoscenici di questo livello. Le campane sono state l'unica vera spina nel fianco delle neroverdi in questa stagione, capaci di strappare la Coppa Italia proprio dalle mani delle trapanesi. Ma la sensazione è che quest'anno l'Handball Erice abbia raggiunto una maturità diversa, una consapevolezza tecnica e mentale superiore a qualsiasi rivale, figlia anche delle delusioni accumulate nelle ultime tre stagioni, quando il tricolore è evaporato proprio sul traguardo più importante.

A suonare la carica in vista del match è la centrale Nicole Bernabei, che individua nella tenuta mentale la chiave della sfida: "“Gara due sarà durissima, ma abbiamo due risultati a disposizione e dovremo essere più continue per tutto l’arco della gara – sottolinea Nicole Bernabei, centrale dell’Handball Erice -. Era importante vincere la prima sfida, quella disputata in casa, e siamo molto contente per la reazione che abbiamo avuto quando loro si sono rifatte sotto e avrebbero potuto farci paura. Il pubblico ci ha dato una grande mano nel finale. Siamo felici anche per aver regalato una bella soddisfazione ai nostri tifosi”..

Ad alimentare il fuoco di questa cavalcata playoff c’è anche una bellissima storia di sport e attaccamento alla maglia: il clamoroso ritorno in campo di Chiara Masson. L’esperto portiere ericino, che lo scorso anno a 46 anni aveva deciso di appendere la resina al chiodo per iniziare la carriera da preparatrice degli estremi difensori neroverdi, ha risposto presente alla chiamata d'emergenza di coach Bougeant.

Rimessasi la tenuta da gioco, la Masson insegue quel tricolore che le è sempre sfuggito da giocatrice. "La voglia e la motivazione erano troppo forti per dire di no quando il mister mi ha chiesto di tornare in gruppo - confessa Chiara Masson -. Ho seguito il cuore e la fame di vittoria. Sto cercando di dare il mio massimo contributo sia tra i pali che nello spogliatoio. Ho una fiducia cieca in queste ragazze, vedo come lavorano e quanta carica hanno dentro. Questo gruppo e questa città meritano la loro rivincita, ed è arrivato il momento di andare a prendercela".

Mancano solo sessanta minuti. Un’ora di apnea, sudore e cuore per spingere l'Handball Erice nell'albo d'oro della pallamano italiana e scrivere la pagina più gloriosa della propria storia.