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28/05/2026 17:30:00

Stabilizzazione Asacom, per ACA Sicilia e ACACISAL serve chiarezza e non propaganda

“Serve chiarezza, non propaganda”. È la posizione espressa da ACA Sicilia e ACACISAL sul Disegno di Legge n. 2771 alla Camera dei Deputati, relativo agli Assistenti all’Autonomia e Comunicazione (Asacom), attorno al quale – secondo le due sigle – si starebbe creando una narrazione “profondamente fuorviante”.

Nel mirino delle associazioni c’è soprattutto l’idea che il DDL introduca finalmente un “profilo unico nazionale” per gli Asacom. Una lettura che ACA Sicilia e ACACISAL contestano apertamente.

 

“Il DDL non crea un vero profilo unico”

 

Secondo quanto evidenziato dalle associazioni, il testo del disegno di legge non definisce alcun profilo unico nazionale, ma amplia semplicemente la platea delle figure che potranno accedere alle future procedure di assunzione.

Tra queste:

  • laureati L-19;
  • educatori professionali socio-pedagogici;
  • diplomati con attestato professionale regionale;
  • soggetti in possesso del titolo specifico di Assistente all’Autonomia e Comunicazione.

“Si sta confondendo – spiegano – l’apertura a figure professionali differenti con la costruzione di una figura chiara, uniforme e riconosciuta a livello nazionale. Sono due cose completamente diverse”.

 

Nessun obbligo di internalizzazione

 

Altro nodo centrale riguarda il tema della stabilizzazione e dell’internalizzazione del servizio.

ACA Sicilia e ACACISAL sottolineano che il DDL lascia agli Enti Locali la facoltà, e non l’obbligo, di procedere con eventuali processi di internalizzazione, mantenendo inoltre la possibilità di ricorrere ad appalti e subappalti.

La norma, evidenziano, prevede infatti che gli enti “possano” intervenire “senza ulteriore aggravio di spesa per lo Stato”.

Per le due organizzazioni questo significa che tutto continuerà a dipendere:

  • dalla discrezionalità dei singoli enti;
  • dalle condizioni economiche di Comuni ed ex Province;
  • dalla permanenza del sistema degli appalti;
  • da eventuali concorsi per esami;
  • dall’assenza di nuove risorse nazionali dedicate.

 

“Rischio concreto di continuare la precarietà”

 

Secondo ACA Sicilia e ACACISAL, senza finanziamenti strutturali, senza un profilo realmente definito e senza il superamento del sistema degli appalti, il rischio è quello di continuare a precarizzare lavoratori e servizi.

“Le famiglie, gli studenti con disabilità e gli operatori meritano verità, non slogan”, affermano.

Le associazioni evidenziano inoltre che il DDL demanda a un futuro accordo in Conferenza Unificata Stato-Regioni la definizione di alcuni aspetti della figura professionale.

Questo comporta, spiegano:

  • l’assenza di una disciplina nazionale immediatamente applicabile;
  • nessuna certezza sui tempi;
  • nessuna certezza sui contenuti finali dell’accordo;
  • il mancato scioglimento dei nodi economici e strutturali.

 

La richiesta: “Servono norme chiare e risorse”

 

ACA Sicilia e ACACISAL ribadiscono quindi la necessità di:

  • un vero profilo unico definito direttamente nella legge;
  • standard nazionali vincolanti;
  • copertura economica certa;
  • superamento reale del sistema degli appalti;
  • un percorso concreto di stabilizzazione basato su titoli ed esperienza maturata.

“La definizione futura delle funzioni professionali – concludono – non coincide con il riconoscimento di un vero profilo unico nazionale né garantisce un sistema pubblico stabile e uniforme”.

 



Lavoro | 2026-05-25 22:00:00
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