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29/05/2026 10:39:00

Cultura, memoria e politica: il senso del “38° Parallelo”

Sabato 23 maggio il Festival “38° Parallelo” ha chiuso l’edizione 2026, a Marsala, con l’incontro in cui si è dibattuto sulla cultura della parola, della memoria, della cronaca e dell’eredità culturale di Leonardo Sciascia. L’indomani, infatti, l’ultimo appuntamento si è tenuto a Racalmuto, con il tema: A futura memoria (se la memoria ha un futuro), alla Fondazione Leonardo Sciascia.

 

Nel giorno del 34° anniversario della strage di Capaci, la rassegna ha offerto una riflessione civile sul ruolo delle istituzioni, dell’informazione e della coscienza collettiva nella lotta alla mafia. Ne hanno discusso il magistrato Massimo Russo, Vito Catalano, nipote di Sciascia, e la giornalista e scrittrice Bianca Stancanelli.

A proposito della cultura della cronaca e della memoria, il 21 maggio, a sostegno della candidata a sindaca del centrodestra, è arrivato il vicepresidente del Consiglio dei ministri Matteo Salvini. Fin qui tutto nell’ordinario. Ciò che si è rivelato straordinario è che ad accompagnarlo ci fosse Claudio Durigon, sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

 

Il senatore è di Latina, durante il ventennio chiamata Littoria, città che mutò ufficialmente nome in Latina il 7 giugno 1945. Nell’agosto del 2021, con il governo Draghi a Palazzo Chigi, sempre da sottosegretario di Stato, durante un comizio elettorale proprio a Latina, propose di tornare a intitolare il parco comunale, come in passato, ad Arnaldo Mussolini, fratello minore di Benito Mussolini, che durante il ventennio fascista era stato a lungo direttore del Popolo d’Italia, il quotidiano ufficiale del Partito Nazionale Fascista.

 

Nel 2017 il giardino pubblico era stato invece dedicato ai giudici uccisi dalla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E nessuno degli altri tre candidati – per ovvi motivi l’Adamo è esclusa, sempre che nella sua coalizione ne avessero memoria, ma si dubita assai – ne ha fatto accenno. E ciò per la cultura della cronaca: nonostante lo scrivente ne avesse parlato in Buongiorno Tp24 del 22 maggio, è necessario ribadirlo.

 

Per la cultura della memoria: il 30 maggio 1924 Giacomo Matteotti, segretario del Partito Socialista Unitario, nel memorabile discorso alla Camera dei deputati – che ne decretò l’uccisione undici giorni dopo, per mano del regime – contestò i risultati delle elezioni del mese precedente per l’ennesima serie di violenze, illegalità e abusi commessi dai fascisti per riuscire a vincerle.

Il senso di quanto narrato è chiaro: la cultura della parola, la cultura della memoria e la cultura della cronaca vanno coltivate e alimentate quotidianamente. Diversamente, restano vuota retorica.

 

Vittorio Alfieri



L'Alfiere | 2026-05-28 07:41:00
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