Marsala, Daniele Nuccio: "La città si cambia solo ascoltando tutti, anche chi ci critica"
Intervenuto a “Il Volatore” su RMC101, Daniele Nuccio – consigliere comunale uscente e assessore designato della neo sindaca di Marsala Andreana Patti – ha tracciato un primo bilancio del voto amministrativo e delineato il metodo con cui intende affrontare la nuova esperienza di governo. Dalla campagna elettorale ai rapporti politici, fino ai temi sociali e al ruolo della futura amministrazione, Nuccio ha alternato riflessioni politiche e considerazioni personali, rivendicando uno stile lontano dagli slogan e dall’aggressività.
“Abbiamo scelto i contenuti invece dell’aggressione”
Nuccio ha rivendicato il tono della campagna elettorale portata avanti dalla coalizione che ha sostenuto Andreana Patti, sottolineando come la scelta sia stata quella di evitare polemiche e attacchi personali. “Io ho sempre cercato di rifuggire dall’etichetta, perché in politica non è mai tutto nero o tutto bianco. Contano i fatti, i risultati che cerchiamo di raggiungere e la qualità umana. Quando non si hanno contenuti, la scorciatoia più facile è l’aggressione. Noi invece abbiamo scelto un’altra strada: confrontarci sui temi, continuare a parlare delle emergenze della città senza replicare alle provocazioni. Evidentemente questo atteggiamento ha funzionato, perché i cittadini ci hanno tributato il cinquanta per cento delle preferenze”. L’assessore designato ha anche parlato delle polemiche sorte durante la campagna sul tema del kite e delle accuse rivolte alla sua area politica. “Oggi, nel day after, possiamo dirlo chiaramente: buona parte delle argomentazioni sul kite e su altre questioni erano solo bufale, strumenti per fare campagna elettorale. Noi abbiamo dovuto tenere testa a centinaia di illazioni e bugie, ma abbiamo scelto di non abbassarci a quel livello”.
“Chi critica non deve diventare un nemico”
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di Nuccio riguarda il metodo amministrativo che vorrebbe adottare nella futura esperienza in giunta. Per Nuccio il confronto con cittadini e competenze esterne dovrà diventare un punto di forza. “Le aspettative sono alte e io credo che chi ci critica non debba diventare automaticamente un nemico, come purtroppo è accaduto nel passato. Se una critica nasce da una condizione oggettiva, dalla trasparenza o addirittura da una competenza maggiore della mia, io devo farne tesoro. Se riusciremo a costruire una squadra aperta, fatta da persone che vogliono davvero cambiare questa città e non da persone interessate soltanto al proprio tornaconto, allora avremo messo in campo il metodo corretto”.
Nuccio ha poi insistito sulla necessità di ascoltare la città senza chiudersi dentro logiche autoreferenziali. “Circondarsi di yes men è il primo presupposto per andare a sbattere, perché ti fanno perdere il contatto con la realtà. Se invece ci si circonda di competenze vere, di persone capaci di dare contributi anche critici, allora si può fare un grande lavoro. Per fare politica bisogna avere orecchio: capacità di ascoltare e capacità di sintesi”.
“Il centrosinistra ha avuto l’intelligenza di unirsi”
Parlando del risultato elettorale, Nuccio ha riconosciuto il ruolo avuto dal fronte progressista, ma ha anche evidenziato il carattere civico e trasversale della coalizione vincente. “Il centrosinistra ha avuto l’intelligenza, l’intuizione e la capacità di capire che bisognava andare uniti, soprattutto dopo essere usciti distrutti cinque anni fa. Però questa vittoria nasce anche da un progetto civico, concreto, pratico. Se vai a leggere il programma trovi obiettivi politici ma anche il modo per raggiungerli. La città non è tutta progressista e non è tutta di centrodestra: ci sono persone serie che possono condividere un percorso comune, e noi abbiamo dimostrato che questo si può fare”.
Secondo Nuccio, il risultato di Marsala può rappresentare un modello politico diverso rispetto alle logiche tradizionali dei partiti. “È il nostro piccolo compromesso storico. Io continuo a rivendicare la mia estrazione politica e non mi candiderei mai con l’altro fronte, ma questo non significa chiudersi alle persone perbene che hanno idee diverse dalle mie. Non mi piacciono le etichette e non mi piace dare patenti di purezza”.
“Le politiche sociali? Lì si misura davvero la politica”
Nel corso dell’intervista Nuccio è tornato anche sulla commissione d’indagine sui servizi sociali che anni fa contribuì a creare tensioni con l’allora amministrazione guidata da Alberto Di Girolamo. Un’esperienza che oggi rivendica come parte del ruolo di controllo del consiglio comunale. “Io allora ero un consigliere comunale e il consiglio ha anche il dovere di controllare. Avevo posto criticità che mi erano state segnalate e credo di avere fatto il mio dovere. Quella commissione non serviva a mettere in difficoltà qualcuno, ma a migliorare un settore delicatissimo che assorbe un terzo del bilancio comunale”.
Per Nuccio i servizi sociali restano un ambito fondamentale, perché riguardano le fasce più fragili della popolazione.
“Quel settore mi sta a cuore perché riguarda la parte più fragile della nostra comunità. Quando parliamo di sinistra, per me significa anche questo: pensare a chi sta peggio, a chi è rimasto indietro. La fragilità non dovrebbe avere un colore politico, ma lavorare per l’equità e per dare a tutti le stesse possibilità è sempre stato un valore delle politiche progressiste”.
“Marsala deve smettere di chiudersi nel provincialismo”
Tra i temi affrontati anche il rapporto con il territorio e la necessità, secondo Nuccio, di costruire una rete con le altre città della Sicilia occidentale. “Se uscissimo dal provincialismo, capiremmo che Marsala può crescere solo facendo rete con Trapani, Agrigento, Gibellina, le Egadi. È quello che dovremmo fare a prescindere dagli schieramenti. Se la Sicilia occidentale non parla la stessa lingua, resteremo sempre l’ultimo lembo d’Italia”.
Infine, un appello alla città dopo la fine della campagna elettorale. “La campagna elettorale è finita. Ognuno resterà nelle proprie idee politiche, ma adesso abbiamo bisogno dell’impegno di tutti. Marsala si cambia solo coinvolgendo tutte le professionalità e tutte le intelligenze che questo territorio possiede. Nessuno ha la bacchetta magica e nessuno può pensare di governare da solo”.
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