×
 
 
31/05/2026 11:14:00

Cellulari in carcere: è reato anche senza sim. Il caso di un detenuto di Alcamo

Un telefono cellulare introdotto in carcere è reato anche se privo di scheda sim, purché funzionante e idoneo a comunicare tramite internet o altri sistemi digitali. È il principio stabilito dalla Corte di Cassazione, che ha annullato l’assoluzione nei confronti di un detenuto alcamese, Francesco Domingo, 42 anni.

 

Il caso torna ora davanti a una diversa sezione del tribunale di Siracusa per un nuovo processo.

 

Domingo, detenuto nel carcere di Enna per un cumulo di pene legate a condanne per droga e altri reati, era stato assolto in primo grado dall’accusa di avere ricevuto un telefono completo di batteria ma senza scheda sim. Il giudice aveva ritenuto che, proprio per l’assenza della sim, il dispositivo non fosse immediatamente utilizzabile.

La Procura ha impugnato la decisione, sostenendo che un apparecchio funzionante, anche senza sim, possa comunque consentire comunicazioni attraverso internet o altri canali digitali. Una tesi accolta dalla Cassazione.

Secondo i giudici, limitare il reato ai soli telefoni dotati di scheda renderebbe la norma facilmente aggirabile. Da qui l’annullamento dell’assoluzione e il rinvio per un nuovo giudizio.

 

Il nome di Domingo è noto alle cronache giudiziarie. Coinvolto già nel 2001 nelle indagini sull’omicidio di Stefano Melia, per cui ha scontato una condanna, è stato indicato in passato come figura di riferimento nel narcotraffico ad Alcamo.

Nel 2017 era stato arrestato mentre era sottoposto a sorveglianza speciale, perché trovato in possesso di circa un chilo e mezzo di marijuana in una cascina. Più di recente, nel marzo scorso, il tribunale di Trapani lo aveva condannato in primo grado a 3 anni e 8 mesi per estorsione: secondo l’accusa, insieme a un complice, avrebbe minacciato con un’ascia il titolare di un internet point per farsi consegnare il denaro in cassa.

La decisione della Cassazione chiarisce un punto destinato a pesare anche in altri procedimenti: in carcere il divieto riguarda il dispositivo in sé, se funzionante, non soltanto la presenza di una scheda telefonica.