Mazara, i racconti dopo lo schianto dello scuolabus: "Ho visto la morte con gli occhi"
Per una frazione di secondo ha pensato che fosse finita. Poi ha visto quel finestrino aperto e ha iniziato a tirare fuori uno dopo l'altro i nove bambini intrappolati nello scuolabus ribaltato. Mentre proseguono le indagini sul drammatico incidente di venerdì a Mazara del Vallo, emergono nuovi particolari sia sulla dinamica dello schianto sia sul coraggio di chi ha evitato conseguenze ancora più gravi.
L'ultimo sviluppo riguarda il conducente del Suv che ha travolto il mezzo comunale: gli esami tossicologici avrebbero accertato la positività alla cocaina.
Positivo alla cocaina l'autista del suv
Alla guida della Nissan Qashqai c'era Angelo Infranca, che viaggiava insieme alla moglie, al settimo mese di gravidanza, e ai cinque figli.
Un quadro già aggravato da altri elementi emersi nelle ore successive all'incidente: Infranca non aveva mai conseguito la patente di guida e il Suv era privo di copertura assicurativa.
Secondo la ricostruzione della Polizia Municipale, il veicolo non si sarebbe fermato allo stop all'incrocio tra via Salemi e via Rosario Ballatore, centrando in pieno lo scuolabus che trasportava nove alunni e provocandone il ribaltamento.
Per l'uomo si profilano accuse pesanti: lesioni aggravate plurime, guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e guida senza patente, oltre alle violazioni amministrative legate all'assicurazione e alle norme del Codice della strada.
"Pensavo a mia figlia di sei mesi"
Tra i protagonisti involontari di questa vicenda c'è Vito Ingrande, 22 anni, l'assistente dello scuolabus che i genitori dei bambini chiamano ormai "l'eroe del pullman".
Era seduto vicino all'autista quando il Suv è piombato contro il mezzo.
«Per un momento ho pensato che tutto sarebbe finito con quell'impatto e il mio pensiero è andato subito a mia figlia di sei mesi», racconta.
Vito, però, quel pomeriggio non avrebbe nemmeno dovuto essere su quel mezzo. Di solito presta servizio sulla linea di Mazara 2. Venerdì aveva accettato di sostituire un collega sulla tratta della Borgata Costiera, rimasta senza assistente da alcune settimane.
Una coincidenza che molti, oggi, definiscono provvidenziale.
"Mi è sembrato che fosse scoppiata una bomba"
Il ricordo dello schianto è ancora vivido.
«Giuseppe andava piano e, arrivando all'incrocio, ha anche suonato. Poi, in una frazione di secondo, ci siamo trovati davanti la Nissan. Mi è sembrato che fosse scoppiata una bomba».
Quando ha riaperto gli occhi, il giovane si è ritrovato scaraventato tra le ultime file del mezzo, ormai adagiato su un fianco.
Ma non si è fermato.
La catena umana per salvare i bambini
Determinante è stato il lavoro di squadra tra Vito, l'altra assistente Daniela Di Maio e l'autista Giuseppe Di Stefano.
«Per fortuna quel finestrino era aperto. Io sono salito sul fianco del pullman mentre Giuseppe e Daniela mi passavano i bambini».
Uno dopo l'altro, i nove alunni sono stati fatti uscire da quello che, in pochi istanti, era diventato una trappola.
Anche Daniela Di Maio, durante una veglia di preghiera organizzata a Borgata Costiera, ha ricordato quei momenti drammatici.
«I bambini gridavano, qualcuno chiamava la mamma, altri dicevano di non voler morire. Non sapevamo se il mezzo potesse prendere fuoco. Abbiamo reagito d'istinto».
La donna racconta di aver trovato la forza pensando ai propri figli.
«Ho avuto paura di non rivederli più. Ma dovevamo mettere in salvo quei bambini».
"Mamma, ho visto la morte con i miei occhi"
Dietro i numeri dell'incidente ci sono le storie delle famiglie che hanno vissuto ore di autentico terrore.
Angela, madre di una tredicenne che si trovava sullo scuolabus, non riesce ancora a trattenere l'emozione.
«Vorrei cancellare dalla mente di mia figlia quello che è successo».
La ragazza è già stata dimessa e ha riportato soltanto un ematoma a una gamba. Ma continua a ripetere alla madre una frase che racconta meglio di qualsiasi bollettino medico il trauma vissuto:
«Mamma, ho visto la morte con i miei occhi».
Quando il telefono è squillato, Angela ha sentito la voce della figlia dall'altro capo.
«Mamma, abbiamo avuto un incidente».
Poi la linea è caduta.
«Quando siamo arrivati sul posto abbiamo visto il pullman capovolto e tutti i bambini seduti a terra. È stata una scena terribile».
I feriti migliorano
Intanto arrivano notizie rassicuranti dagli ospedali.
I tre bambini trasferiti a Palermo sono in miglioramento. Uno di loro, che aveva riportato una frattura, non ha nemmeno avuto bisogno di un intervento chirurgico: i medici hanno eseguito la riduzione della frattura e applicato il gesso. Buone anche le condizioni della bambina che aveva riportato un trauma addominale.
Stanno bene anche i minori ricoverati a Marsala e Trapani, mentre alcuni bambini sono già stati dimessi.
Resta ricoverato il padre della famiglia coinvolta nello schianto, che dovrà essere sottoposto a un intervento al ginocchio.
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