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02/06/2026 06:00:00

SP20, strada riaperta a senso alternato: il mare si mangia la costa

Nuovo cedimento dell’asfalto sul litorale di Pizzolungo

La SP20, in direzione Pizzolungo, è petcorribile da ieri pomeriggio su una sola carreggiata a senso alternato. Tecnici e operai hanno lavorato per ore per evitare il blocco totale della viabilità in uno dei tratti più trafficati della provincia. L’obiettivo, adesso, è ripristinare completamente entrambe le corsie entro venerdì.


Per tutta la giornata il traffico ha hsubito ualche rallentamento e alcuni ingorghi nelle ore più calde, ma nessuna paralisi. La circolazione  avanti grazie a segnali di preavviso con limite di velocità fissato a 10 chilometri orari. Nessun semaforo temporaneo installato nelle prime ore, nonostante il traffico intenso e l’avvio della stagione estiva.


Il problema, però, non è soltanto la buca, ma anche quello che succede sotto l’asfalto.
In quattro mesi, è il secondo cedimento a circa 400 metri dal precedente. Due crolli ravvicinati nello stesso tratto costiero iniziano a trasformare l’emergenza in qualcosa di più serio: una strada erosa lentamente dal mare.
Le mareggiate dell’inverno hanno scavato sotto la carreggiata, svuotando il terreno e mettendo sotto pressione il muro di sostegno. Sopra, intanto, continuano a passare centinaia di auto ogni giorno e soprattutto mezzi pesanti.


Ed è proprio sui camion che ora si concentra la preoccupazione delle amministrazioni locali. Troppo peso su una strada che appare sempre più fragile.


La sindaca: “Il mare ha svuotato la carreggiata”


La sindaca di Erice, , parla apertamente di erosione marina e di danni provocati dalle mareggiate.


«C’è una voragine che si è creata chiaramente per queste fortissime mareggiate. Abbiamo avuto un inverno molto rigido, contraddistinto da grandi mareggiate e forti venti che hanno svuotato da dentro questa parte della carreggiata», dice Toscano.

 


La sindaca conferma che la priorità era riaprire subito almeno una corsia per evitare il collasso della viabilità verso Bonagia, Custonaci e San Vito Lo Capo. «Se dovessero esserci ulteriori criticità sarà garantito il senso alternato. Chiediamo ai cittadini di moderare la velocità».


Poi annuncia una possibile stretta sui mezzi pesanti. «Proporrò ai sindaci un’ordinanza per impedire ai camion di attraversare questa strada. Questo incide sulle sollecitazioni del manto stradale e noi non ce lo possiamo permettere».


Una decisione che fotografa bene la paura di queste ore: il mare continua a scavare sotto e ogni mezzo pesante rischia di aumentare la pressione su un tratto già indebolito.


Quinci: “La viabilità trapanese è in affanno


Anche il presidente del Libero Consorzio, , ammette che la situazione della rete stradale provinciale resta delicata.


«La viabilità trapanese è sicuramente in affanno», afferma Quinci, spiegando che sono in corso tutte le verifiche tecniche per riportare la strada in sicurezza nel più breve tempo possibile.


Il presidente punta direttamente sulle mareggiate come causa del problema. «Nel caso della SP20 l’impatto del mare, con la sua forza e la spinta delle mareggiate, mette sotto stress la strada».


Il Libero Consorzio si occuperà del ripristino della pavimentazione mentre resta aperta la questione più grande: la difesa vera della costa. Perché rattoppare l’asfalto potrebbe non bastare più.


Quinci parla di interventi “sistemici” e di una strategia per superare la logica dell’emergenza, ma ammette anche che le risorse economiche sono limitate rispetto alle criticità presenti sulle strade provinciali.


I tecnici: “La scogliera non basta”


Sul posto anche l’assessore ai lavori pubblici di Erice, , che conferma il lavoro immediato per mantenere aperta almeno una corsia.


«Abbiamo chiamato subito la ditta già intervenuta mesi fa per garantire in sicurezza il senso unico alternato», spiega.


Ma anche i tecnici indicano il mare come responsabile principale. «I flussi marosi contribuiscono parecchio alla rimozione del materiale sotto la pavimentazione».


L’ingegnere  spiega che il Comune sta lavorando a nuove opere di difesa costiera con barriere frangiflutti e scogliere per assorbire la forza delle onde.


«La barriera serve per rompere il moto ondoso e proteggere il manto stradale», spiegano i tecnici. Ma il problema è che le opere realizzate negli anni scorsi non sono bastate.
E intanto la SP20 continua a restare sospesa tra il mare che avanza e il traffico che non può fermarsi.