Un intervento simbolico tra arte e attivismo ambientale per accendere i riflettori sullo Stretto di Messina. È il cuore della nuova campagna lanciata da Greenpeace Italia, intitolata “Aggiungiamo bellezza al mare”, che punta a difendere uno degli ecosistemi marini più delicati del Mediterraneo dalla possibile realizzazione del Ponte sullo Stretto.
L’iniziativa ha visto quattro artisti italiani affidare le proprie opere al mare attraverso immersioni nei fondali dello Stretto: la scrittrice Rosella Postorino, il pittore siciliano Francesco De Grandi, la poetessa L’aura (Laura Fusco) e l’artista Massimo Catalani.
Tra le opere immerse figurano il racconto autobiografico “Certe donne nate sullo stretto”, una poesia tratta da “Terra di sola andata”, una tavoletta in legno con la scritta “Preferisco restare isola” e una scultura in marmo raffigurante un’acciuga.
Secondo Greenpeace Italia, lo Stretto rappresenta un patrimonio naturalistico di grande valore scientifico e ambientale, anche per la presenza di habitat riconosciuti dalla rete Natura 2000 e specie rare che vivono in condizioni uniche nel Mediterraneo. L’associazione richiama inoltre il recente briefing “Mare Unicum”, che evidenzia la fragilità dell’ecosistema e la necessità di maggiori tutele.
«Il cantiere del ponte rischia di compromettere habitat preziosi, fondali delicati e rotte migratorie fondamentali per molte specie marine», ha dichiarato Alessandro Giannì, responsabile relazioni istituzionali e scientifiche di Greenpeace Italia. «Si aggiunge pressione a un ecosistema già stressato da urbanizzazione costiera, gestione dei rifiuti e crisi climatica».
La campagna punta a trasformare il linguaggio della protesta in gesto creativo, proponendo una narrazione alternativa per lo Stretto: non un’area da trasformare con grandi infrastrutture, ma un patrimonio naturale da preservare attraverso tutela ambientale e valorizzazione culturale.