Lo Stagnone capitale del kite: 53 atleti in gara e il primato europeo. Ma resta lo scontro sulla Riserva
Dal 22 al 26 luglio tornano gli Stagnone Kite Games, quinta edizione della tappa nazionale di Freestyle e Big Air. Intanto KiteReady indica la laguna di Marsala come il migliore spot d’Europa per imparare. Un successo sportivo e turistico che arriva nel pieno delle polemiche sull’impatto del kitesurf sulla biodiversità.
Lo Stagnone è il posto migliore d’Europa per imparare il kitesurf. Ma, secondo alcuni studiosi, è anche un luogo nel quale il kitesurf non dovrebbe essere consentito.
Benvenuti nella grande contraddizione della laguna di Marsala.
Da una parte ci sono 53 atleti pronti a sfidarsi, le scuole piene di turisti, un’economia cresciuta intorno al vento e perfino il progetto di ospitare una tappa mondiale. Dall’altra ci sono una Riserva naturale, 208 specie di uccelli censite, habitat fragili e scienziati che denunciano gli effetti della crescente pressione umana.
In mezzo, come spesso accade allo Stagnone, mancano soprattutto regole chiare e istituzioni capaci di farle rispettare.
Tornano gli Stagnone Kite Games
Dal 22 al 26 luglio lo Stagnone di Marsala sarà, per il quinto anno consecutivo, la capitale italiana del kitesurf.
Alla nuova edizione degli Stagnone Kite Games parteciperanno 53 rider italiani, impegnati nelle discipline del Freestyle e del Big Air. Ci saranno giovani promesse, atleti già affermati, tecnici, giudici e addetti ai lavori provenienti anche dall’estero.
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Kitesurf Italiana sotto l’egida della Federazione Italiana Vela e della Classe Kiteboard Italia, in collaborazione con la scuola dello Stagnone “Le Vie del Vento”.
La gara sarà valida come quarta tappa del campionato italiano di Freestyle e Big Air e sarà aperta al pubblico.
Nel Freestyle contano tecnica, controllo della tavola e creatività nelle manovre. Nel Big Air, invece, gli atleti sfruttano la forza del vento per compiere salti spettacolari, sospesi per alcuni istanti a diversi metri dall’acqua.
Il sogno dei Mondiali
«Siamo felici che le acque e il vento dello Stagnone di Marsala ospitino per il quinto anno consecutivo questa importante tappa nazionale», afferma Antonio Gaudini, presidente dell’Associazione Kitesurf Italiana.
«Ancora una volta assisteremo alle performance di atleti di altissimo livello nelle due discipline più spettacolari del kiteboarding moderno: il Freestyle, dove tecnica, creatività e controllo fanno la differenza, e il Big Air, nel quale potenza, altezza e coraggio sono gli elementi protagonisti».
Ma l’obiettivo degli organizzatori va già oltre il campionato italiano.
«Questa edizione rappresenta un trampolino di lancio affinché lo Stagnone di Marsala possa ospitare anche una prova del campionato del mondo nel 2027 o nel 2028. È un progetto al quale lavoro da tempo e che spero si realizzi concretamente».
Un’ambizione importante. Una tappa mondiale porterebbe a Marsala atleti, squadre, tecnici e appassionati da numerosi Paesi. Ma richiederebbe anche servizi, organizzazione, controlli e una gestione del territorio adeguata a un appuntamento internazionale.
Il migliore spot europeo per imparare
Alla vigilia della competizione arriva anche un riconoscimento dalla piattaforma specializzata KiteReady, uno strumento gratuito che valuta in tempo reale le condizioni degli spot di kitesurf in base al livello di preparazione del rider.
KiteReady sostiene di avere analizzato nove regioni europee, consultando scuole locali, guide specializzate ed enti turistici. Sono stati censiti circa 110 luoghi considerati realmente adatti ai principianti e, tra questi, sono stati selezionati i venti migliori.
Al primo posto c’è proprio lo Stagnone di Marsala.
La laguna siciliana precede il Mar Menor-Los Narejos, nella regione spagnola di Murcia, e la laguna di Nin, vicino Zara, in Croazia.
È opportuno precisarlo: non si tratta di una classifica istituzionale né di una ricerca scientifica indipendente, ma di una graduatoria realizzata da una piattaforma che offre servizi agli appassionati di kitesurf.
Il risultato, tuttavia, conferma una reputazione ormai consolidata a livello internazionale.
Perché lo Stagnone è perfetto per chi comincia
La graduatoria di KiteReady si basa su quattro criteri: la possibilità di toccare il fondo, la presenza di acqua piatta, l’assenza di correnti che trascinino verso il largo e la disponibilità di scuole sul posto.
Lo Stagnone possiede tutte queste caratteristiche.
In ampie zone della laguna si tocca il fondo anche a notevole distanza dalla riva. Per chi sta imparando significa poter rialzarsi facilmente, recuperare l’aquilone e ripetere gli esercizi senza affrontare onde e acque profonde.
La superficie generalmente piatta facilita il controllo della tavola e della vela. La particolare conformazione della laguna riduce inoltre alcuni dei pericoli tipici del mare aperto.
Lungo la costa operano numerose scuole, con istruttori, attrezzature e servizi dedicati. Una combinazione che ha trasformato soprattutto la zona di Birgi in una delle destinazioni più conosciute nel mondo del kite.
Un’economia cresciuta con il vento
«Eventi come gli Stagnone Kite Games dimostrano come lo sport possa essere anche un importante volano per il turismo e per la promozione di un territorio», sostiene Massimo Finocchiaro della scuola “Le Vie del Vento”.
«Lo Stagnone di Marsala è sempre più attrattivo per gli atleti provenienti da tutto il mondo e crediamo possa ambire a traguardi sempre più prestigiosi».
Negli ultimi anni il kitesurf ha favorito la nascita di scuole, strutture ricettive, locali, servizi e attività commerciali. Ha inoltre portato visitatori anche in periodi diversi dal tradizionale picco di luglio e agosto.
Dietro le vele colorate ci sono quindi imprese, posti di lavoro e investimenti.
Il kite non è più un passatempo di pochi appassionati. È diventato un pezzo importante dell’economia turistica dello Stagnone.
Ed è proprio questo a rendere la questione più complessa.
Gli scienziati: «Il kite minaccia l’avifauna»
Il successo sportivo e turistico arriva infatti mentre è ancora aperto un duro confronto sull’impatto del kitesurf all’interno della Riserva naturale.
Lo scorso febbraio, durante il convegno “La Riserva negata – Analisi e valutazioni sul futuro dello Stagnone di Marsala”, promosso da Legambiente Marsala-Petrosino, diversi studiosi hanno indicato l’antropizzazione tra le principali minacce per l’ecosistema della laguna.
Il biologo dell’Università di Catania Salvatore Cambria ha ricordato la presenza di numerose specie vegetali caratteristiche ed esclusive del territorio. Urbanizzazione, specie aliene, incendi, balneazione e crescente presenza umana stanno però mettendo sotto pressione questa biodiversità.
L’agronoma Antonella Ingianni ha mostrato la progressiva trasformazione della fascia costiera, con consumo di suolo ed estirpazione di vigneti.
Augusto De Santis, consulente ambientale ed ex gestore di diverse riserve naturali, è stato ancora più diretto: «Pensavo di trovare tante specie di volatili, ho visto solo vele di kitesurf. Allo Stagnone bisogna ripartire dal principio di legalità».
Le 208 specie di uccelli e il regolamento
Il giudizio più netto è arrivato dall’ornitologo Andrea Cusmano.
Nella Riserva sono state censite 208 specie di uccelli, delle quali 50 nidificanti regolari. Secondo Cusmano, gli sport acquatici producono disturbo e rappresentano una minaccia per l’avifauna.
«Il kitesurf non dovrebbe essere permesso allo Stagnone di Marsala, così come prescrive il regolamento», ha affermato durante il convegno.
Una posizione che si scontra frontalmente con la realtà costruita negli ultimi anni: decine di attività, centinaia di praticanti, migliaia di turisti e manifestazioni sportive ormai diventate appuntamenti nazionali.
Da una parte, dunque, una pratica sportiva che ha conquistato un ruolo economico rilevante. Dall’altra, norme e valutazioni scientifiche che mettono in discussione la sua compatibilità con la Riserva.
Non è una sfida tra sport e natura
La discussione non può ridursi a un referendum tra favorevoli e contrari al kitesurf.
Non basta dire che il kite porta turisti per sostenere che ogni attività sia automaticamente compatibile con la Riserva. Ma non basta neppure ignorare un settore che ormai garantisce reddito e occupazione a numerose famiglie.
Così come non basta, alla Sindaca di Marsala, farsi riprendere in tuta da kite ... Una cosa è la propaganda politica, una cosa è amministrare.
La questione è stabilire scientificamente quanta pressione possa sostenere lo Stagnone, quali aree debbano essere interdette, dove possano operare le scuole, in quali periodi dell’anno e con quali limiti.
Servono zone chiaramente individuate, regole uguali per tutti, controlli sugli abusi e verifiche continue sugli effetti prodotti sull’ambiente.
Insomma, serve quello che allo Stagnone si invoca da anni: una gestione vera.
Il primato aumenta le responsabilità
Gli Stagnone Kite Games e il primo posto assegnato da KiteReady sono buone notizie per Marsala.
Dimostrano che la laguna possiede caratteristiche naturali difficilmente ripetibili e che il suo nome è ormai conosciuto nel mondo del kitesurf internazionale.
Ma proprio questo successo aumenta le responsabilità.
Il migliore posto d’Europa per imparare il kite non può essere anche il luogo nel quale le regole arrivano sempre dopo le attività, gli abusi e le polemiche.
E se davvero Marsala vuole candidare lo Stagnone a ospitare una tappa mondiale, la sfida più difficile non sarà organizzare salti sempre più alti.
Sarà dimostrare che sviluppo turistico e protezione della natura possono convivere davvero. Non negli slogan e nei comunicati, ma dentro una Riserva governata, controllata e rispettata.
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