San Teodoro, la Riserva al contrario: parcheggio vuoto, auto sulla necropoli, case confiscate abitate
A San Teodoro gli ombrelloni vengono piantati nel fondale, il parcheggio comunale resta inutilizzato mentre un autobus viene adoperato come abitazione. Poco distante, le auto occupano l’area archeologica e le case abusive già acquisite dal Comune continuano a essere utilizzate. Tutto va avanti così da anni.
Il parcheggio comunale è vuoto di auto, mentre sull’area archeologica si continua a parcheggiare. Gli ombrelloni finiscono in mare, dopo aver bucato il fondale con una trivella. Le case abusive che avrebbero dovuto essere abbattute sono ancora in piedi e continuano a ospitare le vacanze di qualcuno. A San Teodoro, nello Stagnone di Marsala, sembra funzionare tutto al contrario: gli spazi destinati all’uso pubblico rimangono inutilizzati, quelli da proteggere vengono occupati. E ciò che dovrebbe essere rimosso resta dov’è.
Siamo tornati in questa parte della Riserva. Abbiamo ritrovato situazioni che raccontiamo da anni. Il problema non è più soltanto il singolo episodio: è la sua ripetizione, estate dopo estate, fino a diventare un’abitudine.
Solo che il posto non è sulla spiaggia. È direttamente dentro l’acqua della Riserva.
La zona è quella dell’ex lido Tre Torri. La vicenda dello stabilimento e della cessazione della concessione è già stata raccontata da Tp24. Nel 2021 documentavamo anche la successiva attività di noleggio, allora intestata al figlio dei precedenti concessionari, e la presenza sul posto del padre, De Vita.
Di quegli accertamenti non conosciamo l’esito. Non possiamo quindi dire quali controlli siano stati effettuati né quali eventuali provvedimenti siano seguiti. Possiamo però raccontare ciò che abbiamo trovato tornando sul posto: gli ombrelloni vengono ancora piantati nel fondale.
Non è una questione di gusto o di comodità dei bagnanti. Si interviene materialmente sul fondo della laguna per allestire un servizio di noleggio. Ed è su questa pratica che occorre una risposta concreta, non soltanto una dichiarazione di indignazione.
Il parcheggio vuoto e l’autobus diventato casa
Prima di arrivare alla spiaggia c’è un grande parcheggio comunale. Durante il nostro sopralluogo era sostanzialmente inutilizzato dalle automobili, con rifiuti sparsi e spazi per biciclette e motocicli anch’essi vuoti.
All'interno del parcheggio comunale abbiamo trovato un autobus bianco, adattato a motorhome. Sul fianco una tenda adoperata come veranda; nei pressi, ciotole per il cibo di cani e gatti. Dietro il mezzo, inoltre, si trova una grande tensostruttura che, secondo quanto ci viene riferito, avrebbe dovuto avere carattere provvisorio e che invece viene segnalata come una presenza ormai stabile.
Anche la permanenza dell’autobus, stando alle testimonianze raccolte sul posto, si protrarrebbe da quasi tutta l’estate. Ci è stato inoltre segnalato un collegamento alla fontanella pubblica per l’approvvigionamento dell’acqua.
Il punto non è contestare la presenza di un camper in quanto tale. È capire come viene gestita un’area comunale e perché un parcheggio resti inutilizzato mentre, poco distante, le auto occupano luoghi da salvaguardare.
Uno spazio così ampio, se mantenuto e organizzato, potrebbe accogliere numerosi mezzi di turisti e bagnanti. Invece le vetture si distribuiscono lungo la strada affacciata sulla spiaggia e nell’area che precede la Torre. Proprio dove si trovano testimonianze archeologiche.
Le auto sull’area archeologica
Il terreno utilizzato come parcheggio nei pressi della Torre non è un piazzale qualsiasi. È un’area archeologica nella quale è stata individuata anche una zona sepolcrale. Già nel servizio del 28 agosto scorso avevamo documentato la sosta delle auto e l’assenza di segnalazioni visibili che indicassero ai visitatori il valore del sito.
Anche durante il nostro ultimo passaggio non abbiamo visto cartelli che permettessero a chi arriva di riconoscere l’area e capire che cosa occorre proteggere.
Le segnalazioni, dunque, ci sono. Le testimonianze archeologiche sono note. Quello che continua a mancare, nei luoghi che abbiamo visitato, è una protezione riconoscibile ed efficace. A San Teodoro il risultato è particolarmente paradossale: il parcheggio pubblico rimane vuoto, mentre si lascia l’auto nell’area archeologica.
Le case abusive: del Comune, ma ancora utilizzate
Di fronte al parcheggio, nella pineta, c’è poi un insieme di case e manufatti che forma una sorta di insediamento della villeggiatura. Anche qui tornano questioni già affrontate: gli immobili abusivi, la loro acquisizione al patrimonio comunale, le demolizioni rimaste sulla carta.
A cinque anni di distanza, quelle costruzioni sono ancora lì. E nella zona le abitazioni continuano a essere utilizzate, nonostante la procedura di confisca e un provvedimento di abbattimento mai eseguito. Infatti, il nodo di fondo rimane: che cosa è accaduto dopo l’acquisizione al patrimonio comunale?
Il Comune deve chiarire quali immobili siano effettivamente nella propria disponibilità, chi ne controlli l’utilizzo e perché quelli destinati alla demolizione siano ancora in piedi. Non basta un passaggio amministrativo se poi, sul posto, tutto continua come prima.
Una Riserva da tutelare, non soltanto da raccontare
Le questioni sono diverse e coinvolgono più enti. Al Comune di Marsala spettano risposte sulla gestione del parcheggio e sugli immobili acquisiti. Alla Soprintendenza va chiesto quale seguito abbiano avuto le iniziative per la protezione dell’area archeologica. Alla Guardia Costiera, l’esito delle verifiche annunciate dopo il video sugli ombrelloni.
C’è poi il ruolo del Libero Consorzio Comunale di Trapani, ente gestore della Riserva: proprio nella risposta di giugno, la Regione ricordava che dispone di personale di vigilanza con funzioni di polizia giudiziaria.
Non serve una nuova dichiarazione sulla bellezza dello Stagnone. Servono risposte verificabili: quali controlli sono stati fatti, quali situazioni sono autorizzate, quali provvedimenti devono essere eseguiti e in quali tempi.
Il rischio, dopo tanti anni, è che la trivella nel fondale, le auto sull’area archeologica e le vacanze nelle case da demolire smettano perfino di sorprendere. Che diventino semplicemente il modo in cui funziona San Teodoro. Una Riserva non si tutela lasciando che l’abuso diventi un’abitudine.
Vivere con un cane, soprattutto in un territorio come il nostro, fatto di montagne, sentieri e stagioni nette, significa condividere una quotidianità che porta con sé responsabilità precise. Un cane sano non...
Nell’ambito delle giornate conclusive del PNRR “Isole Verdi”, Pantelleria ha ospitato il 10 settembre un confronto tra amministratori e istituzioni su risultati, criticità e prospettive delle isole minori. Il tavoloAl...
Nelle sedi di Mazara del Vallo e Trapani, l'iniziativa esclusiva del mese unisce finanziamenti flessibili con prima rata a gennaio 2027 a un drastico abbattimento dei listini sulle vetture certificate.
TRAPANI / MAZARA DEL VALLO...
A San Teodoro gli ombrelloni vengono piantati nel fondale, il parcheggio comunale resta inutilizzato mentre un autobus viene adoperato come abitazione. Poco distante, le auto occupano l’area archeologica e le case abusive già acquisite...
Semafori, rallentamenti, ripartenze e frequenti cambi di velocità fanno parte della guida quotidiana in città. A Trapani, inoltre, la viabilità è stata interessata negli ultimi mesi da diversi...