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06/06/2026 15:00:00

Truffa dei lingotti d’oro: la coppia latitante nomina il legale marsalese Andrea Pellegrino

Promettevano guadagni facili grazie ai lingotti d’oro, ma per migliaia di persone l’investimento si è trasformato in un incubo. Dietro quello che gli investigatori definiscono un colossale schema finanziario da oltre 89 milioni di euro ci sono famiglie che hanno perso i risparmi di una vita e pensionati rimasti senza le proprie certezze economiche. Mentre il processo va avanti, i presunti ideatori del sistema, Samuel Gatto e Stefania Conti Gallenti, ancora latitanti, hanno nominato un legale di fiducia. Sequestrati dalla Guardia di Finanza beni per circa 23 milioni di euro.

 

Indagati latitanti e difesa legale

Nel corso dell’ultima udienza è emerso che Samuel Gatto e Stefania Conti Gallenti, marito e moglie ritenuti dagli inquirenti i principali promotori del presunto sistema fraudolento, hanno nominato come difensore di fiducia l’avvocato Andrea Pellegrino del Foro di Marsala. La coppia risulta irreperibile dal gennaio 2025.

 

Il presunto schema e il ruolo della società

Secondo l’accusa, attraverso la società Global Group Consulting e una rete di aziende collegate, avrebbero promosso investimenti legati all’acquisto di lingotti d’oro senza le necessarie autorizzazioni della Consob. Agli investitori venivano prospettati rendimenti mensili del 4%, secondo uno schema che gli investigatori ritengono riconducibile a un sistema Ponzi.

 

Le prime denunce e le vittime

 

L’indagine ha preso avvio dalla denuncia di una madre e una figlia milanesi che, durante una vacanza a Ortisei nell’estate del 2023, sarebbero state coinvolte nel meccanismo da una conoscente, perdendo complessivamente 30 mila euro. Alle due donne sarebbe stato proposto un investimento in oro che la società avrebbe poi reinvestito nel settore dei prodotti ospedalieri, garantendo elevati ritorni economici.

 

Premi e incentivi per attrarre investitori

 

Per incentivare ulteriori versamenti, il sistema prevedeva anche premi e beni di lusso destinati agli investitori più fedeli. Secondo le ricostruzioni investigative, dal 2019 sarebbero stati raccolti oltre 89 milioni di euro. Solo in Trentino i presunti investitori truffati sarebbero 185, per un ammontare superiore ai quattro milioni di euro, mentre in Alto Adige si contano almeno 111 persone coinvolte. Le vittime sarebbero però migliaia in tutta Italia, con una forte concentrazione tra Veneto e Lombardia.

 

Le parti civili e la richiesta di risarcimento

 

Sono oltre 220 le parti civili assistite dagli avvocati Cristiano Cominotto e Sonia Predieri dello studio “A.L. Assistenza Legale”. «Molte persone hanno perso i risparmi di una vita e oggi si trovano in gravi difficoltà economiche», sottolinea Cominotto, auspicando che i risarcimenti possano arrivare in tempi rapidi. Tra gli assistiti dello studio vi sono persone che dichiarano di aver perso anche oltre 200 mila euro.

 

Condanne e maxi sequestro di beni

 

Un primo filone processuale si è già concluso con il patteggiamento di cinque dirigenti della Global Group Consulting, condannati a pene comprese tra due anni e undici mesi e tre anni e dieci mesi.

La sentenza ha inoltre disposto che i beni sequestrati, tra cui conti correnti, immobili e numerosi oggetti di valore, vengano utilizzati per soddisfare i crediti erariali e risarcire le parti civili. Tra quanto recuperato dalle Fiamme Gialle figurano auto di lusso Maserati e Mercedes, 876 bottiglie di vino, decine di lingotti d’oro, 288 tra quadri e orologi, oltre a borse griffate, smartphone di ultima generazione e persino una valigetta porta-champagne Louis Vuitton dal valore stimato di 25 mila euro.