C'erano una volta i giorni in cui il Movimento 5 Stelle riempiva le piazze, intercettava il voto di protesta e trasformava il consenso popolare in valanghe di preferenze. A Marsala, oggi, quella stagione sembra appartenere a un'altra epoca politica.
Le elezioni amministrative hanno consegnato un dato impietoso: appena 874 voti, pari all'1,96% dei consensi. Numeri che collocano il Movimento tra le forze più marginali dello scenario politico cittadino, lontanissimo dai risultati che negli anni passati avevano reso i pentastellati protagonisti della vita pubblica nazionale e locale. La lista era in coalizione con il PSI di Nino Oddo, con candidati tra le 20 e le 50 preferenze.
Presenza elettorale debole
Il dato elettorale racconta soprattutto una realtà: il Movimento non riesce più a radicarsi sul territorio. La sua struttura è debole; a confermarlo è anche l'analisi delle preferenze. Soltanto un candidato, Aldo Rodriguez, è riuscito a distinguersi, raccogliendo 202 voti personali. Un risultato che, se da un lato evidenzia una presenza individuale ancora capace di attrarre consenso, dall'altro mette in luce la difficoltà dell'intero progetto politico di andare oltre poche figure isolate.
Il paradosso diventa ancora più evidente se si guarda alla campagna elettorale appena conclusa. A Marsala sono arrivati esponenti regionali e nazionali del Movimento, deputati e rappresentanti istituzionali chiamati a sostenere la lista. Eppure la mobilitazione non ha prodotto risultati significativi. Anzi, con una battuta si potrebbe dire che in città siano arrivati più parlamentari e deputati pentastellati che voti raccolti nelle urne.
Il peso politico
Eppure, nonostante un consenso elettorale quasi irrilevante, il Movimento potrebbe ritrovarsi presto ad occupare una posizione di rilievo all'interno della futura amministrazione comunale.
Secondo indiscrezioni che circolano con insistenza negli ambienti politici marsalesi, sarebbero in corso interlocuzioni tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle per garantire la presenza di Aldo Rodriguez nella squadra di governo della sindaca.
L'ipotesi più accreditata sarebbe quella di affidargli la delega ai Lavori pubblici, un settore strategico per qualsiasi amministrazione comunale.
L'operazione avrebbe anche una precisa lettura politica. I ben informati raccontano che sarebbe proprio il Partito Democratico a valutare la rinuncia a una propria postazione per consentire l'ingresso dell'esponente pentastellato.
Una scelta che consentirebbe al Pd di rivendicare politicamente l'allargamento della maggioranza e il consolidamento dell'asse con il Movimento 5 Stelle, rafforzando un'intesa che guarda ben oltre i confini comunali.
Resta però una domanda inevitabile: quanto è giustificato attribuire un ruolo di governo a una forza politica che alle urne non ha raggiunto nemmeno il 2% dei consensi?
La regola del recupero
Vale evidentemente per questa tornata la regola del recuperare chi non ce l’ha fatta a entrare in Consiglio comunale, e allora dovrebbero essere recuperati per primi Oreste Alagna, che sposò la candidatura di Andreana Patti fin da subito; lo stesso vale per Flavio Coppola di ProgettiAmo Marsala. E magari accadrà, ma le alleanze contano, così come gli equilibri e le strategie.